Certificati di deposito “scaduti”: Le regole per la esigibilità!

CD scaduti
CD scaduti

Certificati di deposito “scaduti”: Le regole per la esigibilità!

 

Ho ritrovato dei certificati di deposito al portatore del 2013, di cui mi ero dimenticato. Erano della Banca di Roma, dove avevo il conto corrente, ma che non c’è più. Come posso fare per riscuoterli?  C’è ancora questa possibilità?

Posso rivolgermi all’istituto che ha assorbito tale banca?

R.A. – ROMA

R I S P O S T A

Premesso che la Banca di Roma nel 2010 è stata incorporata dalla Capogruppo UniCredit, se la cliente, indica il 2013 come data di scadenza di tali certificati – in quanto, se fosse riferito alla data di emissione, sarebbe dovute essere intestati già a UniCredit – si rende necessario verificare se i certificati sono ancora esigibili.

A differenza del classico libretto di deposito ove non viene stabilita una data di scadenza o meglio una data in cui le somme depositate devono essere restituite , i certificati in parola costituiscono una forma di deposito vincolato ove la banca si obbliga a restituire al cliente la somma versata maggiorata di interessi alla scadenza determinata dalle parti contraenti. Ammesso – come sopra specificato – che tale data possa essere riferita al 2013, occorrerà verificare se tale scadenza regoli soltanto il tempo in cui le somme sono fruttifere ovvero rappresenti, essa stessa, il dies a quo per il computo dei termini di prescrizione del diritto al rimborso (Arbitro Bancario Finanziario – collegio di Bari, decisone 15004 del 17 novembre 2017), nonché se vi sia espresso richiamo – nel certificato stesso – a un  regolamento che stabilisca chiaramente le modalità e i tempi per la restituzione delle somme depositate.

In assenza di tali elementi si consiglia il lettore di prendere contatti con l’Istituto bancario.

DAL SOLE 24 DEL 3 DICEMBRE 2018

 

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