Commercialisti e Schede autovalutazione del rischio: Il malaffare si trova da un’altra parte!

Commercialisti e antiriciclaggio
Commercialisti e antiriciclaggio

Commercialisti e Schede autovalutazione del rischio: Il malaffare si trova da un’altra parte!

 

Con l’informativa n.35 del 17 marzo 2021, il Consiglio nazionale dell’ordine dei commercialisti e degli esperti contabili ha trasmesso agli Ordini territoriali la versione aggiornata delle Schede di Autovalutazione e valutazione del rischio.

Si tratta di uno strumento di lavoro di fondamentale importanza per il funzionamento degli studi da parte dei commercialisti – Linee guida antiriciclaggio – CNDCEC (commercialisti.it)

Recentemente, ho avuto modo di leggere una ventina di schede di valutazione riguardanti l’Adeguata verifica dello studio: sembrava un ciclostile!

Per la impostazione data – per merito e contenuti – e per la mia esperienza maturata sul campo, non credo che offrano una particolare utilità per contrastare il malaffare.

Per il resto chi vivrà, vedrà!

Pratica operativa

Solo per rimanere in tema, partiamo dai sei arresti dell’altro ieri a Taranto, in conseguenza della truffa aggravata per 24 milioni di euro in danno della Protezione civile.

Sappiamo che con cadenza quasi quotidiana la cronaca giudiziaria ci ricorda l’operato del malaffare che ruota, di norma, sulle associazioni a delinquere dedite alle false fatturazioni, alle intestazioni fittizie di beni, alla nascita di ”cartiere”, alla corruzione nella pubblica amministrazione soprattutto nell’aggiudicazione di appalti per beni e servizi, truffa alla pubblica amministrazione, alla compensazione di crediti d’imposta fittizi, ai plafond all’esportazione fittizi, alle frodi fiscali, alle false fatturazioni infragruppo e altro ancora.

Se questo è l’operato frequente e quotidiano dei protagonisti del malaffare, penso che per disegnare un percorso teso a costruire l’azione di contrasto da parte dei professionisti – legali o contabili – in termini di “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco o finanziamento del terrorismo, bisogna tenerne conto in modo concreto e pragmatico.

In pratica non possiamo scrivere le “schede di autovalutazione del rischio di riciclaggio” senza comprendere appieno le modalità ed i percorsi seguiti per i reati presupposto indispensabili per procurarsi la provvista caratterizzanti il delitto di riciclaggio.

Facciamo qualche esempio:

  1. Avvio della relazione e Adeguata verifica per un’attività economica: se conosco il problema delle cartiere o delle false fatturazioni, il minimo che dovrò fare sarà quello di verificare che l’azienda, insieme alla logistica, esiste realmente con mezzi adeguati, strutture,  magazzini e personale.

    La verifica, non deve e non potrà limitarsi alle verifica formale della sua esistenza relativa alla iscrizione camerale, statuto e atto costitutivo;

  2. Appalti pubblica amministrazione: Un’azienda appena nata, priva di alcuna esperienza o qualifica specifica o know how adeguato che vince un grande appalto pubblico;
  3. Bonifico dal conto aziendale di azienda contraente PA: Frequenti bonifici in partenza dal conto aziendale, per consulenze fumose o poco chiare che sottendono delle forme di corruzione;
  4. Fatturazioni infragruppo: Fatture emesse nell’ambito della stessa holding nell’ultimo trimestre dell’anno, con il chiaro intento di “livellare” il carico tributario secondo il principio dei vasi comunicanti, riducendo l’imponibile delle società in attivo caricando “costi fittizi” per fatture emesse dalle società in perdita;
  5. Operazioni straordinarie come la cessione o trasferimento di azienda: Trattasi di operazioni che vanno gestite attraverso una valutazione approfondita, cercando  le ragioni di convenienza in termini economici e strategici. Delle operazioni svolte ed approfondimenti eseguiti, lasciare traccai storica a futura memoria (non si può mai sapere, potrebbe arrivare il momento di dover fornire giustifiche ad Organismi di vigilanza;
  6. Aumento di capitale, accesso di nuovi soci: Comprendere appieno le modalità del finanziamento e la genesi della provvista rappresenta certamente un passo importante. Individuare il Titolare effettivo, annotando con puntualità il percorso seguito per la sua individuazione – ex comma 6) dell’art.20 del d.lgs 231/07;

Esperienza sul campo

La lettura ex post delle transazioni registrate nell’operatività della clientela dello studio, consente di verificarne la strumentalità e la coerenza con l’oggetto sociale dichiarato.

La coerenza che, per quanto mi riguarda, rimane l’attività più importante per scongiurare o comunque contenere in misura significativa ogni rischio di riciclaggio e quindi di coinvolgimento, anche inconsapevole, in episodi di malaffare.

Questo tentativo, per quanto non esaustivo per contrastare i diversi metodi caratterizzanti i fenomeni criminali dianzi accennati, consente almeno di contenere con maggiore efficacia e pragmatismo il suo diffondersi.

Un utile spunto, partendo dalla mia personale esperienza lo si può trarre da Storia economica del cliente: Lettura ed interpretazione ex post di dati ed informazioni! (giovannifalcone.it)

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