Comunicazioni oggettive: Nessun sospetto, mero adempimento burocratico!

Comunicazioni oggettive
Comunicazioni oggettive

Comunicazioni oggettive: Nessun sospetto, mero adempimento burocratico!

 

Premessa

A mio avviso, in modo erroneo, si continua a parlare di “operazioni sospette” nell’uso del contante, ovvero nel nuovo obbligo introdotto a decorrere dal 1° settembre 2019.

Nella realtà, si tratta di una mera “comunicazione”, inteso come adempimento burocratico a prescindere da qualunque intento o disegno truffaldino pianificato dal cliente e tutto da dimostrare.

Questo adempimento, riepilogativo delle operazioni mensili di “contante reale” vale sia per i rapporti accesi da privati consumatori che per rapporti aziendali afferenti all’esercizio di attività economiche, la cui valutazione finale in termini di pericolosità da evasione fiscale o quant’altro è rimessa all’autonoma valutazione dell’Organismo di vigilanza centrale – Uif della Banca d’Italia.

Alla fine, come si avrà modo di sperimentare a breve,  la vera sfida sarà proprio quello di discernere la normale operatività fisiologica per talune attività economiche (pensiamo al commercio al dettaglio di grandi distribuzioni alimentari, commercio carbo-lubrificanti – distributore benzina – tabacchi, farmacie etc.) dalle operazioni eseguite da privati consumatori.

Ove non si dovessero distinguere fattispecie del genere, la novità introdotta, diverrebbe soltanto motivo di maggiore confusione senza rappresentare alcun valore aggiunto in termini di beneficio all’azione di contrasto alla evasione fiscale o al malaffare in genere.

Sul tema delle “Comunicazioni oggettive” ho scritto molto: https://www.giovannifalcone.it/?s=comunicazioni+oggettive

Buon lavoro a tutti!

=======

 

Fonte: laleggepertutti.it

Massimo prelievo contanti privati

Conto corrente: nuovo limite di prelievi, anche per importi frazionati, nell’arco di un mese. La segnalazione alla Uif da parte della banca.

Se il denaro viene usato per pagare qualcuno, fare un regalo o consentire un prestito, il limite di scambio tra privati resta sempre quello dei tremila euro che, ad oggi, non è stato ancora ritoccato. Ma qual è il massimo prelievo di contanti privati per quanto, invece, attiene alle operazioni sul conto corrente? Immagina di dover pagare la ditta dei lavori che ha rifatto i bagni in casa tua, di dover versare una caparra sull’acquisto della casa o di comprare un’auto usata: il venditore ti ha chiesto diecimila euro in contanti, scelta così determinata dalla possibilità di garantirti un sostanzioso sconto a fronte della mancata dichiarazione dell’importo al Fisco. Per non dare nell’occhio, fai dieci piccoli prelievi di mille euro ciascuno nell’arco di un mese. Cosa rischi? Esiste un limite massimo per i prelievi di contanti dal conto corrente per quanto riguarda i privati?

La materia è stata di recente riformata da un provvedimento della Uif, l’Unità di informazione finanziaria, datato 28 marzo 2019. Si tratta di una disciplina dettata per contrastare le attività illecite di riciclaggio del denaro sporco, ma che può consentire anche la verifica di eventuali evasioni fiscali. Quel che è certo che esiste un doppio regime di controllo sui contanti provenienti dal conto corrente: in primo luogo c’è quello dell’Agenzia delle Entrate, la quale può eseguire verifiche solo sui versamenti o sui bonifici ricevuti (e non anche sui prelievi eseguiti) da parte dei privati; in secondo luogo, c’è quello della Uif che, invece, accerta tutte le movimentazioni, sia in entrata che in uscita dal conto medesimo.

Come avviene il controllo dei prelievi da parte della Uif?

L’Unità di Informazione Finanziaria viene allertata dalla banca presso cui il privato ha il proprio deposito: la segnalazione scatta di volta in volta, in occasione della singola operazione sospetta. La Uif non dispone, dunque, di un proprio strumento di controllo diretto ed in tempo reale come, invece, è per l’ufficio delle imposte che possiede l’Anagrafe dei conti correnti. Come noto, l’Anagrafe consente una panoramica di tutti i rapporti tra le banche e i rispettivi clienti, indicando i conti correnti posseduti dai cittadini, le movimentazioni, il saldo, gli altri contratti (deposito titoli, cassette di sicurezza, ecc.).

Sicché solo se c’è la segnalazione dello sportellista, eseguita a seguito dell’operazione sospetta, le informazioni arrivano agli uffici competenti della Uif. Chi, invece, rientra nei tetti stabiliti dalla normativa non deve temere nulla.

Detto ciò, possiamo, quindi, chiarire qual è il massimo prelievo di contanti per privati dal conto corrente.

Limite di prelievo dal conto corrente per privati

Il provvedimento della Uif ha individuato un elenco di indicatori di anomalia per intercettare le operazioni sospette.

Il nuovo tetto per la segnalazione alla Uif è di 10mila euro nell’arco di un mese solare. Al superamento di tale soglia nel periodo di riferimento, lo sportellista che esegue l’operazione effettua una “registrazione” che viene archiviata dalla banca e, da lì, parte poi mensilmente la segnalazione alla Uif.

Detta segnalazione scatta anche se il superamento della soglia avviene attraverso più operazioni che, singolarmente prese, sono inferiori a 10mila euro ma che, tra loro sommate, superano il tetto. Ciò, però, vale solo se le operazioni sono pari o superiori a 1.000 euro l’una.

Giovanni, nell’arco di un mese, effettua 11 prelievi da mille euro l’uno. Le sue operazioni vengono ritenute rilevanti ai fini del superamento della soglia e, pertanto, scatta la segnalazione.

Marco, nell’arco di 40 giorni, effettua 15 prelievi da 900 euro l’uno. Anche se viene superato il limite dei 10mila euro, le operazioni non vengono segnalate alla Uif.

Quali sono le operazioni sospette?

La difficoltà nell’individuare condotte inerenti l’uso del contante realmente sintomatiche di operazioni di riciclaggio ha portato l’Authority a optare per segnalazioni standardizzate, la cui anomalia verrà valutata dalla Uif stessa.

Le comunicazioni che lo sportellista della banca escludono l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette se non presentano collegamenti con altre operazioni di diverso tipo, oppure quando i movimenti di contante non vengono effettuati da clienti ad elevato rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. In ogni caso, l’invio di una Sos non esonera mai dalla comunicazione oggettiva su quella stessa operazione.

Si tratta, pertanto, di semplici «controlli» e non di «divieti» che non è detto comportino l’apertura di una indagine penale o fiscale. Siamo, quindi, fuori dal perimetro delle segnalazioni per operazioni sospette (Sos); tuttavia, secondo la Gdf e la Direzione investigativa antimafia, è sempre necessario monitorare, anche tramite controlli incrociati, chi è “appassionato al contante” in quanto considerato «strumento anonimo e non tracciabile».

Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate 

A differenza di quanto attiene ai controlli sul riciclaggio del denaro sporco, l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli sui prelievi eseguiti dal privato sul proprio conti correnti. Quest’ultimo è, quindi, libero di incassare allo sportello una somma anche elevata o, addirittura, chiudere il conto, senza che l’ufficio delle imposte possa contestargli nulla sotto il profilo dell’evasione alle imposte.

Commenta per primo

Lascia un commento