CONDOMINIO: Amministratore, i criteri del rinnovo automatico

L’amministratore
del condominio, nel convocare l’assemblea ordinaria, non ha indicato
nell’ordine del giorno, nonostante la richiesta di alcuni condòmini, il punto
riguardante la nomina dell’amministratore e il suo compenso, ritenendo di
poterlo fare sulla base della riforma del condominio, secondo la quale
“l’incarico dell’amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per
uguale durata”. Io penso che la legge intenda dare un mandato pieno anche nel
secondo anno, ma solo nel caso in cui in assemblea non sia raggiunta la
maggioranza qualificata per la riconferma, e che comunque, annualmente, la
nomina dell’amministratore vada riproposta nell’ordine del giorno.

Chiedo
chiarimenti su questo punto della legge e, se nel caso descritto,
l’amministratore è legittimato a operare con mandato pieno.

Bruno Rossi – MILANO

R I S P O S T A

La disposizione dell’articolo 1129 del
Codice civile – per il quale “l’incarico di amministratore ha durata di un anno
e si intende rinnovato per uguale durata” – deve intendersi nel senso che il
rinnovo dell’incarico, per il secondo anno, è automatico, ove l’assemblea non
deliberi il diniego. Pertanto, si ritiene che l’argomento della nomina/rinnovo
dell’amministratore debba essere inserito nell’ordine del giorno, per dare la
possibilità all’assemblea di votare per il diniego del rinnovo automatico.

DAL”IL SOLE 24 ORE” DEL 19 GENNAIO
2015

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