CONDOMINIO: In assenza di millesimi riparto secondo accordi

Un
condominio di 8 condomini, con codice fiscale, ma senza amministratore, si
avvale di un semplice rappresentante interno (codice 01, agenzia delle Entrate).
Quest’anno ha effettuato lavori di manutenzione per i quali chiederà
l’agevolazione fiscale del 50%.

Non
essendoci un amministratore, nessuno compilerà il quadro AC in cui si sarebbero
dovuti indicare i dati catastali del condominio. E’necessario che tali dati
catastali siano inseriti nelle rispettive dichiarazioni fiscali da parte dei
singoli condomini? Inoltre, il rappresentante può rilasciare ai condomini la
specifica attestazione di regolarità fiscale in luogo di tutta la
documentazione?

A. E. C.– CASALPUSTERLENGO

R I S P O S T A

Con
la circolare 3/E del 2016 è stato chiarito che ai fini della fruibilità della
detrazione del 50% (articolo 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986, e articolo 1, comma
74, lettera c, della legge 208/2015; riconfermato dalla legge di bilancio 2017;
si veda la guida su www.agenziaentrate.it)
per interventi sulle parti comuni di un edificio residenziale, eseguiti da un
cosiddetto “condominio minimo” (composto da non più di otto condomini come nel
caso di specie), no non è più necessario che il condominio richieda un apposito
codice fiscale.

In
particolare, i condomini possono utilizzare, nel modello 730 o Unico, il codice
fiscale del condomino che ha provveduto ad effettuare il bonifico di pagamento
delle spese e che funge da facente funzioni di amministratore e inserire negli
appositi spazi della dichiarazione i dati catastali dell’edificio (senza
indicazione del subalterno che invece individua il singolo appartamento).

Inoltre,
il contribuente è tenuto, in sede di controllo, a dimostrare che gli interventi
sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio, e, se si avvale
dell’assistenza fiscale, è tenuto ad esibire ai Caf o agli intermediari
abilitati, oltre alla documentazione ordinariamente richiesta per comprovare il
diritto alla agevolazione, una autocertificazione che attesti la natura dei
lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti
parte del condominio. L’impresa, in tal caso, deve emettere un’unica fattura
intestata al condomino che paga fungendo da amministratore. La ripartizione
avviene, poi, in assenza di tabella millesimale, sulla base dell’accordo di
ripartizione delle spese tra comproprietari che rispecchi le quote di
proprietà.

Anche
se non è stato espressamente ammesso dall’agenzia delle Entrate, si ritiene che
il rappresentante dei condomini che funge da amministratore possa rilasciare
agli altri condomini un’attestazione di regolarità fiscale della documentazione
necessaria per accedere all’intervento oltre all’attestazione dell’importo
detraibile sulla base o delle tabelle millesimali o del’accordo di ripartizione
delle spese tra i comproprietari. In ogni caso, nell’ipotesi di richiesta di
chiarimenti da parte dell’agenzia delle Entrate, il singolo condomino dovrà
esibire tutta la documentazione (fatture, bonifici e tabella e accordo di
ripartizione) richiedendola al condomino che ha svolto le funzioni di
amministratore.

DAL “IL SOLE 24 ORE” DEL
19 DICEMBRE 2016