Conferma condanna per omessa Sos del direttore UniCredit: Consigli non richiesti!

Sos: Condanna UniCredit

Conferma condanna per omessa Sos del direttore UniCredit: Consigli non richiesti!

Con la Sentenza n. 2412 dell’1/4/2021 della Corte di Appello di Roma, è stata confermata l’impostazione di condanna, sia pure riformulata nel quantum della sanzione amministrativa, in danno di un direttore di filiale della banca UniCredit (responsabili in solido) che, secondo la versione accusatoria, avrebbe omesso l’inoltro di una segnalazione di operazione sospetta in ordine alla operatività di un ditta individuale, ritenuta anomala da una verifica della Guardia di finanza.

Al netto di una certa approssimazione da parte della filiale nella gestione del rapporto, penso che l’intera vicenda avrebbe dovuto contemplare e tenere in debito conto qualche ulteriore aspetto che nessuno e men che mai la difesa ha evidenziato con sufficiente chiarezza e determinazione.

Mi riferisco a:

  1. Tutte le transazioni – dare ed avere – sono state registrate da un conto aziendale che, per definizione, sottende la esistenza di una regolare contabilità. Ne consegue che un bonifico o un versamento di contante sul conto aziendale di un’attività economica (sia essa una società o ditta individuale), presuppone una regolare fatturazione e quindi il rispetto degli adempimenti tributari;

  2. L’avere del conto, è stato correttamente ritenuto coerente e strumentale all’oggetto sociale dell’impresa;

  3. I costi di esercizio (dare), sono sostanzialmente riconducibili al pagamento della materia prima oggetto dell’attività commerciale, tutti registrati in modo tracciabile e trasparente;

  4. Il cliente sembra che abbia lavorato, per come si desume dalla lettura della sentenza in commento, sempre con risorse proprie e non è stato mai affidato ovvero destinatario di una linea di credito. Questa condizione, ha impedito alla banca, di poter richiedere ed acquisire documentazione fiscale da parte del cliente;

  5. l’ammontare di contante prelevato pari a complessive 77mila euro nel periodo compreso tra febbraio 2009 e ottobre 2011, corrisponde al 2,9% del fatturato di circa 900mila euro all’anno. Tale somma, di circa 25mila euro all’anno, rappresenta una cifra congrua per il disbrigo corrente della quotidianità operativa di una qualunque azienda con caratteristiche similari. In ogni caso, anche in questo caso, trattandosi di prelievi effettuati dal conto aziendale, l’esame puntuale della scrittura contabile di riferimento (penso al Libro giornale), avrebbe potuto spiegare e giustificare il relativo impiego;

  6. Quando si parla dell’ammontare della movimentazione per circa 4.300.000,00 euro, nel periodo considerato di circa tre anni, si dimentica di precisare che tale ammontare comprende le entrate e le uscite dal conto – per la maggior parte tracciate, trasparenti e riconducibili, si ribadisce, al conto aziendale – sub 1;

  7. Stiamo parlando di un cliente storico della banca (1995), conosciuto direttamente, mai evidenziato dai diagnostici in uso alla banca e che non ha mai dato luogo a rilievi.

Contestazione Guardia di finanza

Uno dei passaggi desumibili dalla lettura del provvedimento riguarda l’attività svolta dalla Guardia di finanza dove tra l’altro, si dice: “Infatti da tale documentazione bancaria era emerso che la Jonica Plastic di B. S., nell’arco di tempo tra il 25/2/2009 e il 26/10/2011, aveva eseguito una serie di operazioni bancarie ed in particolare versamenti di denaro contante, assegni circolari, disposizioni di bonifico sia in Italia che all’estero, ricezione di bonifici e prelevamenti di denaro in contanti, che apparivano “connotati da elementi di criticità riconducibili, a parere dei verbalizzanti, ad una scarsa valutazione degli elementi oggettivi delle operazioni bancarie in argomento nonché degli elementi soggettivi della persona che aveva posto in essere le stesse operazioni bancarie, nella fattispecie B. S.” (vedi processo verbale di contestazione della Guardia di Finanza in atti)”.

Con molta fatica, non riesco a comprendere con sufficiente chiarezza la natura della contestazione ovvero, quali elementi ulteriori avrebbe dovuto valutare il Direttore di filiale per addivenire ad una Segnlazione di operazione sospetta.

Conclusioni

Le uniche attività che avrebbe potuto fare la banca e per essa il direttore di filiale, sarebbe dovuta essere una “verifica di cantiere”, finalizzata al riscontro circa la effettiva esistenza della struttura aziendale, in termini di mezzi e personale dipendente.

Laddove la difesa, si fosse basata sugli argomenti che ho cercato di sintetizzare, sia pure in modo sommario, integrata da un riscontro sul campo da parte del responsabile di filiale e da una conoscenza diretta e storica del cliente, non credo che il contenzioso in discorso sarebbe mai nato ovvero, non si sarebbe mai giunti alla sentenza di condanna che oggi stiamo a commentare.

Questo discorso che ho cercato di sviluppare, sia pure in modo sintetico, deve valere, non tanto per la vicenda ahimè ormai conclusa, ma per quanti ogni giorno sono chiamati a combattere una normativa non sempre chiara, fatta di precetti aleatori che offrono spazi non sempre utili in sede di discussione.

Per quel che serve, voglio anche ricordare che nei miei otto anni in cui ho svolto le funzioni di RAA di un Gruppo bancario, piu’ volte ho registrato la necessità di approfondimenti con gli Organi di vigilaanza – Bankit o GdiF – soprattutto durante le attività ispettive, al termine delle quali ho sempre trovato il modo di spiegare quello che era successo nella operatività con la clientela, chiudendo sul nascere ogni sorta di contestazione.

Insomma, nella vita e nel lavoro, in particolar modo se parliamo di °collaborazione attiva°, dobbiamo conoscere bene il nostro lavoro, quello che facciamo, come lo facciamo e perché lo facciamo. Se non riusciamo a fare questo, significa non essere in grado di spiegare niente e alla fine, paradossalmente, se arriva un organo di vigilanza che dice che l’asino vola, noi lo facciamo tranquillamente volare e purtroppo paghiamo pure.

Conserviamo il pessimismo per i giorni migliori che certamente non mancheranno di giungere a breve, con la pandemia sanitaria ormai alle spalle!

Lascia un commento