Contagio da Covid19: Protocolli di sicurezza!

Covid19 e protocolli di sicurezza
Covid19 e protocolli di sicurezza

Contagio da Covid19: Protocolli di sicurezza!

 

Da qualche giorno il Sole 24 Ore si sta sforzando di tranquillizzare il mondo dell’impresa per ribadire che se osserva correttamente i protocolli di sicurezza, condivisi fra Governo e parti sociali il 24 aprile 2020, non hanno nulla da temere in termini di responsabilità penali o amministrative, in conseguenza di eventuale contagio da Covid19 di qualche dipendente.

Ha iniziato l’altro giorno dicendo: “Se fate i bravi e applicate i protocolli di sicurezza, potrete stare tranquilli”.

Oggi invece si preoccupa di dire che è fondamentale che il datore di lavoro sia in grado di documentare l’attività svolta, compresa quella di controllo e sorveglianza, aggiornando le misure adottate in ogni caso in cui ciò si riveli necessario in base alla mutate  condizioni di lavoro o in base alla riscontrata necessità di migliorare determinate procedure di prevenzione.

Insomma, rivolgendosi ai datori di lavoro gli si dice: tenetevi pronti, conservate traccia di tutto quello che fate in termini di sicurezza e prevenzione da Covid19, vi potrebbe servire se qualche dipendente si ammala e vi denuncia in Tribunale: fiducia nella giustizia ma prepariamoci al peggio che può sempre arrivare!

Si pensi che solo nel mese di maggio scorso sono state presentate all’Inail ben 43mila denunce da parte di persone contagiate in luoghi di lavoro, ovvero asseritamente definiti tali.

Infortunio sul lavoro

Tutto nasce dall’intervento dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, nel momento in cui ha declinato l’eventuale contagio da Covid19 in “Infortunio sul lavoro” e non, come pure ci si poteva aspettare, una comune “malattia da morbillo”.

Questa rubricazione di un evento negativo, al netto di una condotta ligia e corretta da parte del datore di lavoro consente al dipendente di presentare una denuncia per una potenziale imputazione di lesioni colpose od omicidio colposo ovvero avente una mera natura risarcitoria.

Anche il legislatore ha inteso integrare il decreto di liquidità n.23/2020 e, in corso di conversione, ha aggiunto l’articolo 29bis, ricordando che il rispetto puntuale dei protocolli rappresenta una esimente fondamentale per il datore di lavoro che, per dimostrare la sua correttezza, sarà sempre costretto a presentarsi davanti al giudice per sostenere la propria linearità di comportamento.

Quanto detto in quanto, lo stesso legislatore, si è ben guardato dall’introdurre una salvaguardia penale di ordine generale.

Relazione Colao

Per fortuna che la “Relazione Colao”,  depositata l’altro giorno per gli Stati Generali organizzati dal nostro Premier, ha cercato di mettere una pezza al guazzabuglio che si è venuto a determinare contribuendo a spaventare il mondo dell’impresa, minacciato dalle conseguenze penali e amministrative dalle conseguenze di un contagio da Covid19.

Il gruppo di lavoro ha concluso con una richiesta perentoria: “Introducete subito uno scudo penale per l’impresa” per eventuali contagi da Covid19.

Adesso, per conoscere l’esito di questa richiesta ci attende una quarantena di un  paio di mesi che è il tempo medio utilizzato dalla nostra politica ai tempi del Coronavirus.

L’unica domanda che mi pongo: possiamo chiamarla una burocrazia artificiale oppure una complicazione istituzionale?

 

 

 

 

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