Conte & Letta: Avventura da scrivere contro un avversario comune!

Conte & Letta
Conte & Letta

Conte & Letta: Avventura da scrivere contro un avversario comune!

 

Più che sette anni in Francia, sembra che abbia trascorso sette anni in Tibet!”

Questa è solo una delle tante battute sarcastiche lanciate sulla figura del nuovo Segretario del partito democratico Enrico Letta, rientrato in patria dalla lunga pausa parigina.

Intanto ascoltiamo l’intervento dell’ex Presidente del Consiglio e leader in pectore e non certo dimenticato avvocato del popolo Giuseppe Conte, intervistato circa l’imminente incarico a capo di quel che resta del Movimento 5 Stelle.

A guardarli da fuori sembra uno scambio di inviti ed effusioni amorose primaverili fra due ex Presidenti del Consiglio, sia pure in tempo di pandemia e che hanno vissuto una esperienza in comune: essere stati destituiti quasi allo stesso modo e certamente dal medesimo avversario.

In pratica parliamo del ritorno di due sconfitti che, mettendosi insieme ed unendo due debolezze pensano di riuscire a costruire una vittoria, un successo tutto da scrivere, anche senza idee nuove.

Si sono ritrovati, non per intraprendere un percorso di riforme come quello della giustizia (pensiamo alla prescrizione e alla durata infinita dei processi), al fisco ed alle tante diseguaglianze esistenti, alla pubblica amministrazione che continua a non funzionare.

Si sono ritrovati per contrastare qualcuno o qualcosa, senza dire o fare nulla e senza assumersi responsabilità facendo delle scelte, ma solo per aprire tavoli e accendere caminetti.

Mentre il neo segretario PD, attraverso un tweet definisce quello con Conte “l’incontro tra due ex che si sono buttati in una nuova affascinante avventura”, Giuseppi, dal canto suo, risponde con la necessità di aprire un “campo largo” attraverso una “interlocuzione privilegiata” per scrivere un percorso nuovo con due forze politiche – Partito democratico e Movimento 5 Stelle – al solo scopo di contrastare l’avanzata della destra rappresentata dal duo Salvini & Meloni.

Convergenze parallele

A sentire queste espressioni sembra ritornata l’epoca della Prima Repubblica quando si parlava delle “convergenze parallele”, mettersi d’accordo su alcuni punti anche quando la si pensa diversamente, o addirittura in modo opposto: fare virtù delle comuni necessità!

Insomma una impresa disperata per fronteggiare una contingenza, una emergenza che, stando ai sondaggi nel nostro caso è alquanto prevedibile come la potenziale vittoria delle destre alle prossime elezioni.

Per questo motivo, per parlare di politica bisogna aggregare delle forze parlando di programmi, visione del sistema Paese, investimenti, infrastrutture, ambiente, digitalizzazione e un serio piano di riforme che in questi incontri non si intravede.

Per il resto la strada è lunga e gli italiani osservano!

Lascia un commento