Corruzione internazionale: no alla confisca dei sogni!

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Corruzione internazionale: no alla confisca dei sogni!

 

<<Non costituisce profitto del reato un qualsivoglia vantaggio che, pur derivante dal reato, tuttavia sia futuro, sperato, eventuale, solo possibile, immateriale i non ancora materializzato in termini strettamente economico patrimoniali>>.

Con la sentenza nr.1754 della sesta sezione penale della Cassazione del 16 gennaio 2018, i giudici di legittimità sono stati chiari, annullando senza rinvio la sentenza del Gup di Milano che aveva disposto una misura patrimoniale nei confronti di una impresa accusata di corruzione internazionale stante al quadro accusatorio, avendo corrisposto tangenti a rappresentanti del Ministero dell’energia dell’Algeria per oltre due milioni di euro.

Il Gup aveva ritenuto che il profitto del reato di corruzione, avrebbe riguardato la possibilità di vincere con relativa facilità i futuri appalti sul mercato algerino.

In buona sostanza, al netto del giudizio di condanna sotto il profilo penale per il rato di “corruzione internazionale” contestato, sotto il profilo patrimoniale, il profitto non può in alcun modo coincidere con una aspettativa di guadagno, incerta e certamente non quantificabile per entità,  tempi e dimensione concreta.

Anche i corruttori, hanno diritto di sognare!

 

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