Corte Costituzionale: No al maggioritario!

Corte Costituzionale: NO al maggioritario

Corte Costituzionale: No al maggioritario!

 

La pronuncia di ieri da parte della Consulta ha bocciato il tentativo referendario per una legge elettorale di tipo “maggioritario”, con un premio di maggioranza adeguato per governare una legislatura a favore di quella forza politica che abbia preso mezzo voto in più nelle urne.

La Corte Costituzionale ha detto no, privilegiando la rappresentatività alla governabilità.

Personalmente non ho letto le motivazioni della sentenza ma non sono sorpreso, trattandosi di un orientamento già espresso in passato, anche recente, come nella occasione dell’Italicum: maggioritario con doppio turno e ballottaggio finale.

La reazione della Lega, promotore della iniziativa innanzi alla Corte, non si è fatta attendere: “È una vergogna, è il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica”.

Un sistema, quello proposto, che funziona benissimo in tutte le democrazie occidentali – dalla Germania alla Francia, dal Regno Unito alla Spagna etc. – per consentire di governare alla forza politica risultata vincitrice alle elezioni secondo il volere del popolo.

Niente, ancora una volta il giudizio divino si è pronunciato, niente maggioritario il ché significa eterna condanna ad alleanze innaturali: ci si mette insieme anche se la si pensa all’opposto, l’importante è occupare le poltrone  e tirare a campare che è sempre meglio che tirare le cuoia (vecchia metafora del defunto ex Senatore a vita Giulio Andreotti).

E’ sempre stato così perché se ci pensiamo un  attimo possiamo constatare che in Italia, da 70 anni, in Governo è mediamente vissuto un annetto o poco più: 66 Governi in 70 anni quando, nello stesso periodo, la vicina Germania, ne ha avuti soltanto 9.

Abbiamo sempre pensato alla rappresentatività e giammai alla governabilità di questo disgraziato Paese, incapace di darsi una legge elettorale efficace e duratura, in grado di assicurare quelle riforme che servono per la vita di tutti.

Malgrado che l’invocato sistema maggioritario del doppio turno con ballottaggio esista in mezzo mondo e in tutti i nostri Comuni con oltre 15 mila abitanti e funziona benissimo, la stessa soluzione sembra bandita a livello nazionale. Dobbiamo farcene una ragione e rassegnarci a questa lotta intestina, continua fra tutte le forze politiche, alla continua ricerca di una maggioranza di Governo o, in molti casi, alla caccia di una poltrona in grado di allungare sine die una agonia istituzionale.

Lo vediamo anche adesso: da due anni, siccome nelle urne non ha vinto nessuno, ci si mette insieme per vegetare, per conservare la poltrona e tirare a campare.

Povera Italia, senza presente, senza un Governo e ahimè, senza futuro![1]

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[1] Un piccolo rimedio si sta cercando con l’attuale proposta della maggioranza di Governo, il “Germanicum”, alzando la soglia di sbarramento dall’attuale 3 al 5% per avere rappresentanza in Parlamento: Meglio feriti che morti!”

 

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