Criminalità organizzata: vacanze già pagate!

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Criminalità organizzata: vacanze già pagate!

 

Secondo una consolidata linea di pensiero sembra che una delle principali concause dell’eccessivo costo del sistema bancario in  Italia, di oltre il 100% della media europea, sia determinato da oneri immateriali, provocati dall’incidenza criminale sul territorio.

Per quanto incredibile, la valutazione sembra essere almeno verosimile anche sulla scorta di analoga inchiesta fatta qualche anno addietro dalla banca dati dell’Experian International sul grado d’insolvenza del credito al consumo, evidenziando che le regioni meridionali (Campania, Calabria e Sicilia) sono quelle a maggior rischio sofferenza.

In tal senso, leggendo i contenuti dell’inchiesta si nota che, a fronte di un tasso d’insolvenza medio nazionale del 10% sul credito al consumo erogato per esigenze personali – acquisto computer, cambio dell’autovettura, vacanze etc. – nel Mezzogiorno d’Italia tale soglia d’insolvenza risulta essere superiore di oltre il 50%.

Il risultato non deve stupire se consideriamo il livello di penetrazione e pervasività della criminalità organizzata nelle aree meridionali del sistema Paese, anche confermato dalla cronaca giudiziaria. Il fenomeno, certamente negativo, influisce molto anche nell’assenza di investimenti privati nel Mezzogiorno, imprese che chiudono e un appeal assolutamente inadeguato per favorire gli investimenti e la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Quando diciamo che la criminalità organizzata controlla larghe fasce di territorio del nostro Mezzogiorno dobbiamo evidentemente intendere anche la organizzazione del credito. In altri termini, sembra comprendere che in queste regioni meridionali viene accordato il credito al consumo con maggiore facilità,   pur in assenza di adeguate garanzie personali o patrimoniali. Trattasi di aperture di credito destinate ad aumentare le sofferenze che, inevitabilmente, andranno ad appesantire il conto economico dell’impresa bancaria, riflettendosi in egual misura sul “costo del denaro” sopportato dalla intera società civile.

Si dirà, sono i danni da sistema!!!

Un sistema criminale che affligge non solo l’economia in genere attraverso la estorsione sistematica della classe imprenditoriale operante sul territorio ma anche – come era intuibile – il mercato creditizio.

In questo quadro possiamo parlare di un sistema di collusione o di un mercato sotto minaccia criminale?

Quali accorgimenti si potranno adottare? Potrà essere sufficiente aumentare il livello delle “garanzie” soprattutto in presenza di richiesta di credito al consumo per esigenze di natura voluttuaria come la esigenza di vacanze, cambio autovettura etc.?

Diversamente, in assenza di provvedimenti e iniziative adeguate, continuando di questo passo come comune cittadino  mi sembrerà di finanziare vacanze a costo zero alla criminalità organizzata.

Al danno, la beffa!!!

 

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