CRIPTOVALUTE E MONETA FIAT: PRINCIPALI  DIFFERENZE

Cripto e fiat

CRIPTOVALUTE E MONETA FIAT: PRINCIPALI  DIFFERENZE

 

Si definiscono comunemente valute FIAT, dal latino “sia fatta” le monete a corso legale, ossia le monete battute nella valuta ufficiale del Paese.

Il valore della moneta FIAT è dato per l’appunto dall’adizione da parte di uno Stato o Federazione di essi.

Non hanno un valore intrinseco poiché svincolate da qualsiasi riserva di metallo prezioso. Assumono valore perché adottate come strumento di pagamento all’interno di un’economia.

Quindi il loro valore è dato dal rapporto domanda/offerta piuttosto che dal valore materiale delle banconote o delle monete.

Possono assumere tipicamente la forma di banconote o monete metalliche. Ultimamente la moneta Fiat assume anche la forma dematerializzata di flussi elettronici, basti pensare a sistemi di pagamento come le carte di credito e debito; gateway di pagamento basati sulle stesse come paypal, google pay, apple pay, solo per citarne alcuni tra i più diffusi.

E’ infatti sempre più comune l’adozione di queste tecnologie di pagamento per diversi fattori che ne stanno favorendo la diffusione come ad esempio:

  • diffusione sempre maggiore dell’ecommerce;
  • rischio connesso al possesso di contante ovvero maggior sicurezza con la predilezione di moneta “non contante”;
  • legislazione da parte dello stato volta a disincentivare e limitare l’utilizzo del contante, basti pensare a tutto l’impianto normativo per contrastare il riciclaggio di denaro sporco e le transazioni cosiddette “in nero” finalizzate all’evasione fiscale.

La moneta FIAT è “stampata” da un soggetto legittimato dallo Stato o da una unione di S\tati come ad esempio la Banca Centrale Europea (BCE) stampa Euro, moneta a corso legale negli stati aderenti all’Unione Europea.

Essendo sottoposta al controllo di un soggetto terzo, quest’ultimo ha anche il potere di determinarne ovvero influenzarne il valore e la diffusione programmando ed attuando talvolta manovre volte a favorire l’inflazione.

Al contrario, le criptovalute sono indipendenti da qualsiasi controllo essendo per loro natura decentralizzate. A garantire questa indipendenza espressa in termini di incontrollabilità e scarsa possibilità di influenza, è anche il processo di produzione della moneta stessa.

Mentre da un lato per le monete FIAT abbiamo una Banca Centrale legittimata a stampare moneta a corso legale e ciò produce l’accensione di un vero e proprio debito che grava in capo ai vari stati; dall’altro, teoricamente chiunque, può intraprendere un’attività di mining o partecipare ad un mining pool.

Altra importante differenza è legata alla custodia della moneta e quindi alla proprietà della stessa. Infatti una moneta a corso legale deve essere tipicamente custodita in una banca attraverso conti di deposito o servizi di gestione del risparmio. In questi casi il possesso e quindi la disponibilità della somma depositata viene trasferita alla banca che diventa debitrice nei confronti del proprio cliente. A questa distinzione fa eccezione l’ammontare di denaro contante che un soggetto possiede e custodisce di cui è anche proprietario.

Nel caso di una criptovaluta, la stessa può essere custodita in un wallet, una sorta di salvadanaio elettronico la cui esclusiva proprietà ed il possesso “dematerializzato” sono del titolare. Tipicamente i livelli di protezione e sicurezza dei wallet sono molto elevati e la loro integrazione con i più evoluti sistemi di pagamento li rende flessibili aumentando la facilità di effettuare delle transazioni in criptovalute.

Mentre con un sistema di trasferimento di denaro basato su valuta a corso legale è possibile operare delle modifiche o cancellare la transazione stessa in caso di errori.

La decentralizzazione delle criptovalute e l’adozione di un registro diffuso come le block chain, rende impossibile qualsiasi modifica o revoca delle transazioni eseguite.

La sicurezza delle criptovalute e quindi delle transazioni denominate in criptovalute stesse è grarantita dalla crittografia, che da origine a parte del nome. Questi sofisticati sistemi di codifica sono resi immodificabili ed inviolabili grazie all’adozione della tecnologia blockchain e grazie agli stessi le criptovalute scongiurano il rischio di contraffazione.

Infatti la stessa criptovaluta o frazione di essa non può essere utilizzata due volte, in caso di tentativo di utilizzo fraudolento o hacking il registro diffuso (blockchain) respinge la transazione poiché ha in nota che quella criptovaluta era stata già utilizzata.

La generazione delle criptovalute, come abbiamo visto, passa attraverso un’attività di mining. Ogni criptovaluta o frazione di essa è tracciata fin dall’origine ed in tutte le successive transazioni pur garantendo il più totale anonimato dei soggetti che operano nella transazione. Ciò rende tecnicamente impossibile “duplicare” la stessa valuta  o utilizzarla due volte. Quindi a differenza delle valute tradizionali sempre molto esposte al rischio di contraffazione, anche da questo punto di vista le criptovalute rappresentano una maggior sicurezza.

Parlando di transazioni bisogna citare un’altra delle principali differenze tra le due tipologie di valuta, ossia la facilità e convenienza di transazione.

Una criptovaluta o frazione di essa può essere inviata e quindi ricevuta, o più semplicemente spesa, con estrema facilità ed a costi di transazione sensibilmente più bassi rispetto alle stesse operazioni effettuate in valuta fiat. Anche la velocità di transazione è interessante ed in taluni casi con le criptovalute più moderne ed evolute si possono avere anche transazioni finalizzate ed approvate in tempo reale.

Mentre le monete a corso legale sono riconosciute ed accettate su determinati territori e, tipicamente, ogni stato o federazione di stati ha la propria unità valutaria ciò si traduce nella necessità di operare cambi di valuta presso soggetti autorizzati, sostenendo ovviamente delle spese di commissione.

Le criptovalute invece, essendo decentralizzate e non avendo bisogno di alcun intermediario (inteso nell’accezione istituzionale e tradizionale) per essere scambiate portano in sé l’innegabile vantaggio della possibilità di un utilizzo globale senza alcuna necessità di cambio.

Il concetto stesso alla base della nascita delle criptovalute esula da qualsiasi nozione di confine geografico o politico con l’ambizione di diventare una moneta del popolo accessibile e diffusa in modo democratico, senza precluderne l’accesso a nessuno e contrastando arbitraggi o altre speculazioni finanziarie che manifestano pesanti ripercussioni sull’economia delle nazioni.

Nonostante l’indipendenza da qualsiasi Autorità centrale, le criptovalute maggiori e più interessanti in termini di volumi e diffusione, sono soggette a violente fluttuazioni nei cambi contro le principali valute fiat come Dollaro Statunitense ed Euro.

La loro volatilità da un lato rappresenta un’opportunità speculativa per traders ed investitori, ma dall’altro costituisce un pesante limite alla diffusione di una criptovaluta ed alla sua ipotetica sostituzione alla moneta legale. Basti pensare che una delle caratteristiche principali di ogni moneta legale è il suo impiego anche come “unità di conto”. E’ facile comprendere come un’eccessiva volatilità renda impossibile l’adozione di qualsiasi criptovaluta come unità di conto. I fattori che influenzano la quotazione sono diversi e difficilmente prevedibili.

A qualificare l’appetibilità di una criptovaluta sul mercato è sicuramente il rapporto tra volume in circolazione e numero massimo di monete minabili.

Infatti, insieme ai bitcoin, la maggior parte delle altcoin (si definiscono così tutte le criptovalute nate dopo il bitcoin) non possono essere minate in una quantità infinità bensì in un numero, seppur importante ma pure sempre limitato; ad esempio la quantità massima prevista di bitcoin è pari a 21 milioni.

Aumentando la diffusione, e quindi l’appetibilità, di una criptovaluta, di pari passo aumenta anche la difficoltà di minarla secondo algoritmi ben precisi e trasparenti.

Al contrario, ogni organismo autorizzato può teoricamente emettere una quantità infinità di moneta legale ed utilizzarla come strumento per politiche monetarie.

21 novembre 2019

Lettera firmata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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