CSF & analisi rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo: Stato dell’arte!

Csf e antiriciclaggio

CSF & analisi rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo: Stato dell’arte!

 

Il Comitato di Sicurezza Finanziaria, quale organismo istituzionale all’uopo istituto nell’ambito del Ministero dell’economia e delle finanze per fornire pareri o suggerimenti in ordine al dispositivo di contrasto al riciclaggio e finanziamento del terrorismo nel suo complesso, ha elaborato, per l’occasione, un interessante studio sulla tematica de qua secondo il dettato dell’art.5, comma 6 del d.lgs 231/07 e comprendente il quinquennio 2014/2018.

Nelle oltre quaranta pagine, ha tracciato una interessante sintesi circa l’efficacia dell’azione di contrasto al riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo, anche avuto riguardo ai presidi di ordine investigativo e repressivo, maturati alla luce del progressivo aumento delle Segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dai soggetti obbligati, con particolare riferimento agli intermediari finanziari e professionisti.

Lo studio non ha mancato di sottolineare talune criticità sull’adeguata verifica, con particolare riferimento alle procedure interne e presidi organizzativi.

A leggere il documento, pur nella sua complessità delle diverse sfaccettature caratterizzanti la collaborazione attiva delle singole categorie economico  giuridiche, evidenzia una relativa tranquillità per lo standard complessivamente raggiunto, nella misura in cui aumentano le Sos e quindi, almeno in apparenza, si ritiene aumentata la sensibilità alla tematica da parte dei soggetti obbligati.

Il lungo lavoro è stato concluso con alcuni focus sull’uso illecito delle valute virtuali ovvero agli IP ed Imel (Istituti di pagamento e di moneta elettronica autorizzati dalla Banca d’Italia).

Estratto e stralcio

Al netto dell’autonoma lettura e valutazione che ognuno avrà già fatto o che potrà autonomamente fare in ordine all’analisi del Comitato di Sicurezza Finanziaria cui ho fatto cenno e dal quale ho tratto spunto per questo breve commento sulla scorta di quel poco che sono riuscito a capire al termine di un paio di letture – decisamente poco pur occupandomi dell’argomento da almeno una ventina di anni a tempo pieno[1] – mi limito a lumeggiare qualche argomento che mi ha suscitato maggiore curiosità, riguardante l’uso del denaro contante come strumento di pagamento,   l’esercizio del “non profit” nel finanziamento al terrorismo, il grado di rischio dei soggetti obbligati dagli intermediari finanziari di prima e seconda fascia ai professionisti.

Denaro contante come strumento di pagamento

I risultati dell’indagine hanno mostrato che, relativamente al campione di soggetti residenti in Italia nel 2016, il contante è stato lo strumento più utilizzato nei punti vendita: l’86% delle transazioni è stato regolato in contanti rispetto al 79% registrato nell’Area euro.

Il contante è risultato meno utilizzato al Nord e più diffuso al Centro e al Sud: le percentuali più basse di transazioni in contante sono state registrate in Lombardia (81%), Sardegna (82%) e Toscana (82%), mentre quelle più alte in Calabria (94%), Abruzzo, Molise e Campania (91%).

Una sostanziale differenza come “indicatore di rischio di riciclaggio – alto, medio-alto, medio e basso – è stato rilevato fra le diverse province allocate sull’intero territorio nazionale secondo il prospetto riportato in appendice[2].

Enti non profit ed Onlus

Come tante volte ricordato dalla cronaca giudiziaria registrata negli ultimi anni, le associazioni Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale – quale acronimo spesso usato a sproposito e gli enti non profit come le associazioni culturali, i centri di cultura religiosa, le fondazioni per creazioni di moschee, associazioni impegnate in attività di sostegno etc., rappresentano, secondo lo studio del Csf,  un canale privilegiato per il finanziamento al terrorismo.

Soggetti obbligati – livelli di rischio

A fattor comune del malaffare nella sua accezione più ampia, come la corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, usura, narcotraffico, reati fallimentari e societari, su questi ultimi in particolare ha influito anche il lungo periodo di crisi economica, il gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, sfruttamento sessuale e traffico illecito di rifiuti, lo studio ha tracciato un diverso e variegato livello di rischio fra i soggetti obbligati come:

  • Banche e Poste italiane, hanno un rischio legato all’operatività elevato.
  • Fiduciarie vigilate, la vulnerabilità del sistema di prevenzione legato alle fiduciarie vigilate è migliorata rispetto al 2014, e si attesta ad un livello poco significativo.
  • Professionisti, con una analisi dei rischio operativo elevato.

Conclusioni

Pur sottolineando talune criticità nell’adeguata conoscenza della clientela, lo studio non fornisce un valore aggiunto idoneo a scongiurare o comunque ridurre il rischio di coinvolgimento in fenomeni di riciclaggio di denaro sporco da parte dei soggetti obbligati, in primis delle banche e dei professionisti.

Cosa cercare e come procedere nei processi di valutazione della clientela, nella individuazione del titolare effettivo, nel discernere in modo ragionato sulla infiltrazione della criminalità organizzata negli aumenti di capitali di società di capitali, nell’avvento di nuovi soci di capitali o comunque nelle fonti di finanziamento – anche grazie a garanzie di terzi estranei.

Insomma, per farla breve, cosa fare per comprendere di trovarsi di fronte ad attività economiche di copertura, presenza di teste di legno o prestanomi in attività economiche, frodi fiscali da e verso l’estero (frodi carosello), false fatturazioni infragruppo, ripetute infiltrazioni della criminalità nella gestione della cosa pubblica (appalti e servizi della pubblica amministrazione) non e’ dato sapere.

Ne consegue che, se un intermediario finanziario, professionista o comunque un soggetto obbligato alla c.d. collaborazione attiva ovvero, a quell’atteggiamento mentale equiparabile ad una sorta di obbligo codificato del comune senso civico, dovesse imbattersi negli approfondimenti dottrinari dello studio e, al termine delle oltre quaranta pagine di intensa  lettura, quale beneficio potrebbe ragionevolmente trarre?

Ci sarebbero le basi per contrastare o ridurre in qualche modo l’opera nefasta della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione, oppure i tanti fenomeni di corruzione che oggi sembrano inarrestabili od anche le tanti frodi fiscali in danno dell’erario di cui quotidianamente le cronache giudiziarie ci rendono conto?

Se non riesce ad incidere si questi fenomeni di malaffare, credo che il contributo dello studio al contrasto del riciclaggio di denaro sporco o finanziamento del terrorismo sia stato decisamente nullo o insignificante.

Intanto, così è se vi pare!

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[1] Responsabile aziendale antiriciclaggio di un Gruppo bancario per il periodo 1999/2007 e consulente a seguire fino a giorni nostri

[2] TAVOLA 1 – CLASSI PROVINCIALI DI RISCHIO. UTILIZZI ECCESSIVI DI CONTANTE: INDICATORE PER IL SETTORE PRIVATO

Classe di rischio Province Rischio alto (27) Aosta, Milano, Lodi, Bolzano, Udine, Trieste, Gorizia, Venezia, Verona, Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Siena, Arezzo, Pesaro-Urbino, Perugia, Terni, Rieti, Roma, L’Aquila, Cagliari.

Rischio medio-alto (28) Imperia, Torino, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Varese, Como, Sondrio, Trento, Belluno, Pordenone, Treviso, Padova, Piacenza, Modena, Livorno, Pisa, Ancona, Ascoli Piceno, Viterbo, Latina, Frosinone, Campobasso, Caserta, Napoli, Avellino, Potenza, Cosenza, Sassari.

Rischio medio (27) Savona, Alessandria, Novara, Pavia, Monza-Brianza, Lecco, Bergamo, Cremona, Mantova, Rovigo, Vicenza, La Spezia, Rimini, Macerata, Chieti, Isernia, Benevento, Salerno, Foggia, Lecce, Crotone, Catanzaro, Palermo, Messina, Enna, Catania, Nuoro.

Rischio basso (28) Cuneo, Asti, Vercelli, Genova, Brescia, Reggio Emilia, MassaCarrara, Grosseto, Fermo, Teramo, Pescara, Barletta-AndriaTrani, Bari, Brindisi, Taranto, Matera, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Oristano, Ogliastra, Olbia-Tempio.

 

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