Dac6 & Antiriciclaggio: Sentinelle sul territorio per combattere l’evasione fiscale!

Dac6 & Antiriciclaggio

Dac6 & Antiriciclaggio: Sentinelle sul territorio per combattere l’evasione fiscale!

 

Nelle more di ratificare la Direttiva 2018/822/Ue – nota pure con l’appellativo di Dac6 – da recepire entro la fine dell’anno in corso e decorrenza al 1° luglio del 2020, anche l’Europa si sta ponendo il problema di come contrastare l’evasione fiscale o meglio, quali e quanti alert mettere in campo per facilitare da parte degli Stati membri la lotta alla evasione fiscale.

In pratica, da luglio del prossimo anno, scattano ulteriori adempimenti in capo ad una serie di soggetti, in primis gli studi tributari (commercialisti), di segnalare all’Agenzia delle entrate le “Operazioni fiscali sospette”.

Ad oggi, possiamo certamente dire, ancor prima di registrare il decollo della normativa che i destinatari della novella, sono i professionisti legali e contabili ovvero gli intermediari finanziari: tradotto, i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio avranno anche questo compito, cioè quello di fungere da sentinelle sul campo per la lotta alla evasione fiscale.

E’ una novità oppure un rafforzamento di un concetto e modus operandi già esistente?

Dac6 & Obblighi antiriciclaggio

In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti della preannunciata normativa, sarebbe interessante capire quali saranno le differenze – di forma o di sostanza – fra l’attuale disciplina antiriciclaggio, avuto riguardo agli obblighi dei soggetti obbligati, con particolare riferimento alla Segnalazione di operazione sospetta e il nuovo adempimento.

Voglio ricordare infatti che già dal marzo del 2000, con l’avvento del decreto legislativo n.74/2000, tanto i professionisti che gli intermediari finanziari sono fra i soggetti deputati alla valutazione ed eventualmente alla segnalazione di operazioni sospette scaturite dal “Riciclaggio da evasione fiscale”, pur in presenza del superamento di determinate soglie – ex artt.4 e 5 – rispettivamente riferibili alla Dichiarazione infedele e alla Omessa dichiarazione.

Infatti, se per la frode fiscale – ex artt.2 e 3 dello stesso decreto – la sola ipotesi delittuosa fa scattare l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta indipendentemente dalla soglia di danno, per la evasione fiscale classica, quella più diffusa (occultare imponibile all’amministrazione finanziaria), il citato obbligo scatta al superamento di ben determinate soglie economiche di danno erariale.

Restiamo quindi in fiduciosa attesa sull’operato del legislatore che saprà certamente spiegarci quali saranno e in cosa consistono le differenze!

 

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