La svolta dovrebbe giungere dal 1° gennaio 2022, infatti per quella data l’assegno unico per figli a carico dovrebbe entrare ufficialmente a regime per tutte le famiglie. Per il momento, così come indicato nella bozza esibita in Consiglio dei Ministri, verrà riconosciuto un contributo a favore dei bambini previsto dal 7 mese di gestazione della mamma ossia da zero età sino al compimento del 18esimo compleanno in presenza di un reddito prodotto dall’Indicatore ISEE del valore non superiore a 50 mila euro. Non si esclude la presenza degli assegni familiari ANF, anzi è previsto un aumento.

Come si legge dalla Repubblica la Ministra per le Pari Opportunità per la famiglia Elena Bonetti ha dichiarato che sono circa 2 milioni le famiglie che fino ad oggi non hanno mai potuto godere del beneficio per i figli a carico, ma da luglio potranno richiedere un assegno. Mentre, circa 4 milioni di famiglie che ogni mese ricevono gli assegni familiari ANF avranno una maggiorazione. Un passo importante che spinge nella concretezza del carattere universale della misura.

Le somme di denaro riconosciute alle famiglie saranno influenzate dal reddito prodotto attraverso l’Indicatore ISEE. Esclusi dal beneficio i redditi ISEE che superano il valore massimo di 50 mila euro. Altro elemento fondamentale che determina la variazione dell’importo corrisponde al numero dei figli membri del nucleo familiari. L’assegno unico “ponte” che parte a luglio tiene conto di un limite minimo di 30 euro sino a un valore massimo di 217,80 euro. In altre parole, viene riconosciuto un assegno del valore di 653 euro a favore delle famiglie con un minimo di 3 figli.

Una mini guida sull’assegno unico erogato dall’INPS dal periodo di luglio 2021. Ti spiegheremo, chi può accedere al beneficio, quali sono gli importi e quanto presentare la domanda per il riconoscimento dell’assegno ponte.

Assegno unico “ponte”: erogato dall’INPS dal periodo di luglio sino a dicembre 2021

La bozza dell’assegno unico come forma di collegamento con le altre misure è approdata in Consiglio dei Ministri, come presente nella bozza la misura “ponte” farà da collegamento all’assegno unico per tutti che dovrebbe entrare ufficialmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2022.

Per non lasciare le famiglie senza la possibilità di poter fruire di un aiuto economico per i figli, la ministra Elena Bonetti ha previsto che dal 1° luglio arriva un assegno per i figli diretto alle famiglie che non percepiscono gli assegni familiari ANF. L’importo dell’assegno parte da 30 euro sino a toccare la soglia massima di 217,80 euro a figlio erogate su base mensile.

L’importo dell’assegno unico in modalità “ponte” è leggermente diverso rispetto a quanto fissato nella misura originaria che ricordiamo dovrebbe partire per tutte le famiglie con figli senza distinzione dal 1° gennaio 2022. Per ora, gli importi erogati a una platea ristretta di beneficiari risultano essere nettamente inferiori rispetto alla misura originaria. In ogni caso, sono previste delle maggiorazioni da applicare all’importo per ogni figlio successivo al secondo e per i figli disabili.

Inoltre, sempre dal 1° luglio 2021 viene riconosciuto un assegno unico anche per i figli che non superano i 18 anni. A partire dal 2022 con l’ingresso della nuova Riforma fiscale l’età dei figli aventi diritti al contributo universale si attesta sui 21 anni di età.

Perché è arrivato l’assegno ponte? Far partire l’assegno unico direttamente dal 1° gennaio 2022 per tutte le famiglie, significava escludere dal beneficio fino alla fine dell’anno le famiglie che non posseggo i requisiti per poter richiedere gli assegni familiari ANF. Ecco, perché è stato doveroso inserire una misura che di base funge da collegamento con le altre senza escluderle.

Infatti, le famiglie con figli che fino ad oggi non possono richiedere gli assegni familiari ANF possono presentare la domanda per ricevere il contributo universale a partire da mese di luglio 2021, mentre le famiglie che già percepiscono gli assegni familiari ANF ricevono un’integrazione sull’importo.

In ogni caso bisogna attendere le maggiori informazioni che giungeranno dall’INPS entro la data del 30 giugno 2021.

Assegno unico 2021: chi potrà beneficare della nuova misura

L’assegno unico è una misura regolamentata dalla Legge n. 46/2021, resa ufficiale attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 6 aprile 2021. Il Governo italiano si è impegnato a formulare un decreto attuativo diretto al riordino, potenziamento e semplificazione delle misure a favore dei figli con l’adozione di uno strumento unico per tutte le famiglie, ossia l’assegno unico universale.

Il Governo italiano per sostenere l’assegno unico 2021 ha stanziato all’incirca 3 miliardi di cui 1 miliardo e 580 milioni diretto a sostenere le famiglie con figli escluse dal sostegno al reddito, come appunto: disoccupati, inattivi, percettori del Reddito di cittadinanza, autonomi, ma anche per i lavoratori dipendenti se il reddito familiare supera i limiti previsti dalla legge.

La residua parte delle risorse finanziare messe in campo dal Governo italiano andrà esclusivamente a beneficio delle famiglie che percepiscono gli assegni familiari ANF, che riceveranno una maggiorazione sull’importo per il primo e secondo figlio del valore di 37,50 euro, dal 2° figlio in poi sono previsti 70 euro.

Secondo le stime fornite dal Governo a beneficiare di quest’iniziativa saranno circa 1,8 milioni di famiglie per complessivi circa 2,7 milioni di minorenni.

Assegno unico 2021: quali sono i requisiti di accesso alla misura?

Seppure parliamo di una bozza del dell’assegno unico “ponte” non è priva di requisiti e condizioni per poter accedere alla misura.

L’assegno unico viene riconosciuto dall’INPS in presenza di diversi requisiti e condizioni, tra cui:

  • prevista un’età per i figli a carico che va da zero sino al compimento del 18esimo compleanno;
  • prevista un limite reddituale prodotto dall’Indicatore ISEE del valore massimo di non oltre 50 mila euro annui:
  • cittadinanza italiana, ammessa la cittadinanza Europea o extraeuropea con la presenza di un permesso di soggiorno di lungo periodo o riconducibile alla presenza di un’attività lavorativa da minimo 6 mesi, oppure alla ricerca di un lavoro;
  • prevista la residenza sul suolo italiano;
  • prevista la residenza e il domicilio da un minimo di due anni, anche se non in forma continuativa, oppure possedere un contratto indeterminato, mentre se è determinato con la durata minima di 6 mesi;
  • soggetto al pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche.

Non sono ammessi al beneficio le famiglie con figli il cui reddito prodotto attraverso l’indicatore ISEE supera la soglia massima di 50 mila euro annui. L’assegno unico “ponte” è compatibile con l’erogazione del sussidio di Stato, quindi richiedibile dai percettori del Reddito di cittadinanza. Tale misura trova la sua compatibilità anche con le altre forme di aiuti a favore delle famiglie con figli disposte dai Comuni e Provincie.

L’assegno unico riconosciuto alle famiglie a partire dal mese di luglio prevede degli importi ridotti rispetto alla misura che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022 che prevede il riconoscimento di un assegno sino al valore massimo di 250 euro mensili a figlio sino al 21esimo compleanno.

In questo caso, parliamo di una misura ridotta anche per fascia di età, essendo destinata a figli fino al 18esimo compleanno. Il valore medio riconosciuto alle famiglie per il primo figlio corrisponde all’importo di circa 167,50 euro. Previste l’applicazione di maggiorazioni i figli seguenti al secondo e per i figli disabili. In entrambe le misure la presenza dell’indicatore ISEE è l’elemento cardine per la quantificazione dell’importo da attribuire alle famiglie.

Secondo la tabella relativa all’assegno unico allegata al decreto gli importi variano in funzione di diversi elementi, tra cui:

  • in presenza di un reddito ISEE del valore che non supera la soglia di 7 mila euro viene riconosciuto un assegno unico del valore di 167,50 euro mensili per figlio (primo e secondo). Prevista una maggiorazione del valore corrispondente al +30% per i figli successivi al terzo. In altre parole, una famiglia composta da 3 figli percepisce un assegno unico del valore di 653 euro mensili;
  • in presenza di un reddito ISEE che non supera la soglia di 15 mila euro, viene riconosciuto un assegno unico del valore di 83,50 euro mensili per figlio (primo e secondo);
  • in presenza di un reddito ISEE che supera la soglia di 40 mila euro, viene riconosciuto un assegno unico del valore di 30 euro mensili per figlio (primo e secondo).
  • in presenza di figli disabili l’importo dell’assegno unico viene incrementato di 50 euro.

Assegno unico 2021: come e quando presentare la domanda all’INPS?

La domanda per richiedere l’assegno unico potrà essere esibita all’INPS attraverso i canali ufficiali o avvalendosi dei patronati in base alle modalità che l’Istituto formalizzerà entro il 30 giugno 2021.

La decorrenza dell’assegno unico parte dal mese relativo all’esibizione della richiesta. Ammessi gli arretrati in presenza di domande tardive, se presentate entro la data del 30 settembre 2021.