EDILIZIA URBANISTICA: Frazionamenti onerosi solo se aumentano le superfici

EDILIZIA  URBANISTICA: Frazionamenti onerosi solo se aumentano le superfici

Viene presentata in Comune una Cila (comunicazione inizio lavori asseverata) per frazionare un locale magazzino in due locali. Con l’intervento non si muta la destinazione d’uso ed entrambi i locali restano pertinenza delle abitazioni soprastanti.

Il Comune ha richiesto, a integrazione della pratica, il versamento del contributo di costruzione. Tale contributo è dovuto, visto che l’intervento non crea aumento di carico urbanistico?

  1. S. – ACRI

R I S P O S T A

Il Dl 133/2014 ha compreso tra gli interventi di manutenzione straordinaria il frazionamento e l’accorpamento di unità immobiliari, prima ricadenti nella ristrutturazione edilizia. Nel contempo ha stabilito, nel rispetto di precise condizioni, che il relativo titolo abilitativo è oneroso solo nel caso in cui vi sia un aumento del carico urbanistico derivante dall’aumento della superficie calpestabile (ad esempio, realizzazione di un soppalco abitabile).

Ne discende che non ricorre l’ipotesi dell’onerosità nel caso di frazionamento delle unità immobiliari senza aumento di superficie, proprio perché a rilevare non è l’ipotetico aumento del carico urbanistico derivante dal frazionamento, ma l’aumento della superficie calpestabile, che induce un aumento del carico urbanistico, come stabilito dall’articolo 17 del Dpr 380/2001, testo unico edilizia.

La richiesta del Comune è ammissibile, dunque, solo nel caso di variazione della superficie calpestabile.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  2  OTTOBRE  2017

 

 

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