Evasione fiscale: partite IVA morte & riciclaggio!

Evasione fiscale
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Evasione fiscale: partite IVA morte & riciclaggio!

Questa fu la risposta di qualche decennio addietro quando mi recai a Roma per chiedere lumi sui richiedenti la “partita IVA” che, per ragioni diverse, non avevano successivamente istituito le scritture contabili obbligatorie e men che mai presentato le prescritte Dichiarazioni fiscali annuali ai fini della imposizione diretta ed indiretta.

L’esigenza di approfondire nacque dalla risposta che ricevetti da un “evasore totale”, esercente l’attività di auto carrozziere allorquando, nella veste di Comandante di un  Reparto della Guardia di finanza chiesi le ragioni per le quali, pur non avendo mai adempiuto per decenni agli obblighi tributari avesse richiesto l’attribuzione della partita IVA.

La risposta fu lapidaria e sconsolante: “Comandante, mi meraviglio di lei che mi fa una domanda del genere”. Al netto dell’evidente mio imbarazzo, al cospetto del suo avvocato e commercialista, ripetetti la domanda, ricevendo la seguente risposta: “La partita IVA mi è servita moltissimo perché, lavorando molto con la Pubblica amministrazione riparando macchine ai Vigili urbani, ai Carabinieri, alla Polizia e qualche volta pure alla voi della Guardia di finanza, ho avuto bisogno di fare le fatture per essere pagato.”

Per quanto noto aggiungo che la partita IVA morta, ovviamente solo per il fisco, viene utilizzata dalle “cartiere” per emettere fatture false a favore di terzi per consentire a questi di annotarsi costi fittizi per abbattere gli imponibili e pagare meno tasse e costituire fondi neri per poter fare ciò che abitualmente non si dice, come pagare mazzette per corrompere la Pubblica amministrazione.

Gli stessi personaggi, custodi mortuari, oltre alle infinite frodi carosello nell’evasione dell’IVA comunitaria,  sono gli stessi che  si autocertificano esportatori abituali, firmando false dichiarazioni d’intento e praticando concorrenza sleale verso il mercato nazionale

Personalmente ho riscontrato più fatture false in otto anni a lavorare in banca che nei trenta precedenti a lavorare nella Guardia di finanza.

Accorgimenti utili

Nel mentre si constata una evasione elevatissima dell’IVA di oltre cento miliardi all’anno, poco o nulla viene fatto per contrastare il perdurante fenomeno delle Partite IVA morte.

I controlli latitano e ognuno, in piena libertà apre posizioni per operare in danno dell’economia sana.

Il contrasto all’evasione fiscale a mio avviso deve partire controllando i morti, per i vivi c’è sempre tempo!

Alert ai fini antiriciclaggio

Gli indici di anomalia da intercettare per poter comprendere di trovarsi di fronte a personaggi di tal fatta – pure regolarmente registrati alla Camera di commercio – e titolari di partita IVA e conto aziendale, deve essere quello di valutare l’incidenza nella crescita del fatturato.

Vedendo una crescita esponenziale assolutamente sproporzionata in relazione al mercato corrente (in confronto ad operatori economici similari), ovvero l’assenza di logistica, infrastruttura e personale dipendente – verificando la posta corrispondente in bilancio – ancora di più ci si rende conto di trovarsi di fronte a fenomeni di frodi fiscali di assoluta rilevanza.

Per tali situazioni, l’urgenza di inoltrare una Segnlazione di operazione sospetta assume una indubbia rilevanza onde scongiurare possibili rischi di coinvolgimento inconsapevole in fenomeni di riciclaggio di denaro sporco.

L’informazione riduce i rischi, qualche volta!

 

 

 

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