Fallimenti bancari: Amministratori disonesti, controlli inesistenti

Fallimenti bancari
Fallimenti bancari
Fallimenti bancari: Amministratori disonesti, controlli inesistenti
A conclusione dei lavori della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle banche della passata legislatura, costituita per comprendere le ragioni dei numerosi disastri riguardanti i diversi istituti di credito di casa nostra, l’allora Presidente Pier Ferdinando Casini tuonò con questo epiteto: “Le regole esistenti non si sono rivelate adeguate. Ergo, per evitare il ripetersi di tali disastri, mandando migliaia di risparmiatori sul lastrico, bisogna cambiare le regole”.
Egregio Presidente Casini, sommessamente mi permetto di ricordarle:
1. L’esercizio del credito da parte delle banche deve mirare a tutelare i risparmiatori, imponendo adeguate garanzie per la tutela del capitale prestato;
2. Laddove queste garanzie dovessero mancare – anche per cause di forza maggiore intervenute nel tempo, pensiamo al dissesto o fallimento dell’impresa finanziata – bisogna trasferire immediatamente il credito fra le partite incagliate o a sofferenza nei bilanci, facendo subito una previsione di perdita da ripianarsi con accantonamenti di fine esercizio ed attingendo dagli utili di bilancio, con evidente riduzione del dividendo da distribuire;
3. Il credito “baciato”, da sempre vietato è stato regolarmente consentito quale forma di “estorsione bancaria di fatto[1]”;
4. I bilanci di esercizio, devono rispecchiare la realtà della situazione economica e solidità patrimoniale, quale garanzia per i risparmiatori e per il mercato;
5. Gli amministratori delle banche coinvolte nei dissesti, non solo hanno amministrato malissimo le aziende bancarie fallite, erogando crediti senza garanzie, falsificando i bilanci e chiamando crediti quelle poste patrimoniali che non garantivano alcuna solidità patrimoniale, in quanto trattavasi di “sofferenze”, come accertato nel 2015 grazie agli stress test eseguiti dalla Banca Centrale Europea.
Conclusioni
Detto questo signor Presidente Casini, prima di pensare a cambiare le regole nella comune convinzione che tutto è perfettibile, facciamo in modo che vengano rispettate le regole esistenti, con la garanzia di un controllo costante e attento da parte degli Organismi istituzionali all’uopo preposti – in primis Banca d’Italia e Consob – al fine di dare un senso al dettato Costituzionale – ex art. 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.
Non serve cambiare le regole, basta rispettare quelle esistenti!
=======
[1] Finanziare l’impresa a condizione che acquisti obbligazioni emesse dalla stessa banca

Commenta per primo

Lascia un commento