False fatturazioni & fondi neri: 280 indagati a Roma tra imprenditori, commercialisti & faccendieri!

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False fatturazioni & fondi neri: 280 indagati a Roma, tra imprenditori, commercialisti & faccendieri!

 

Obiettivo: Evasione fiscale & riciclaggio! nessuna novità ci sarrebbe da dire.

E’ di oggi la notizia di un a maxi inchiesta della Procura della Repubblica di Roma nei confronti di circa 300 persone fra imprenditori, commercialisti e faccendieri.

Il metodo è vecchio e collaudato: da una parte “cartiere” nate apposta per emettere fatture di costo fittizie riguardanti servizi mai forniti e dall’altra imprenditori che, annotandole in contabilità, abbattevano gli imponibili pagando meno imposte e contributi all’Erario e raddoppiando, alla fine della giostra, gli utili di bilancio.

Il denaro contante, originariamente bonificato su conti correnti a giustificazione del pagamento delle fatture per circa ottanta milioni di euro, veniva successivamente prelevato e restituito “brevi manu” agli stessi imprenditori con una lieve ritenuta di circa  10% come di consueto.

Per quanto vecchio fino a quando non si accende la lampadina dei controlli, è un metodo che funziona sempre consentendo agli stessi imprenditori, nel contempo, di costituire “fondi neri” e poter fare ciò che non si dice, come pagare mazzette a funzionari corrotti della pubblica amministrazione.

In situazioni di questo genere, massima deve essere l’attenzione per i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, anche per non subire un coinvolgimento sia pure inconsapevole nel disegno criminoso dell’associazione a delinquere.

Già oggi, in fase di indagini preliminari, sarebbero state eseguite delle misure cautelari in carcere in danno di alcuni imprenditori e professionisti.

Alert per banca e/o professionisti

Al netto di comportamenti coscienti e consapevoli da parte dei professionisti che pure sembrano esserci ìn questa vicenda secondo le prime riusltanze investigative, voglio ricordare taluni adempimenti minimi, diciamo sindacli, per non trovrsi coinvolti in vicende della specie, per possibili “omesse segnalazioni di operazioni sospette”.

Innanzitutto c’è da comprendere il ruolo e la funzione della cartiera, ovvero soggetti giuridici titolari di partita IVA e regolare iscrizione camerale che accendono rapporti di conto corrente “aziendali”, al solo fine di ricevere in modo formale e documentato i pagamenti (bonifici) per le fatture false emesse[1].

Scoprire una cartiera, ovvero una entità esistente solo sulla carta, priva di struttura, organizzazione logistica e imprenditoriale, uffici, dipendenti o quant’altro è relativamente facile: è sufficiente fare una “verifica di cantiere” in occasione dell’adeguata verifica all’inizio della relazione.

Inoltre, quando il saldo del conto è sempre zero, pure in presenza di bonifici a credito consistenti, perché le somme vengono quasi simultaneamente prelevate per contanti (per la famosa restituzione brevi manu all’originario imprenditore che ha utilizzato in contabilità la fattura falsa), ciò rappresenta un chiaro indice degno di approfondimento.

In ambo i casi, effettuati i riscontri di rito, tanto per la banca o il professionista, si pone l’obbligo, addirittura ad horas – cioè prima di dare corso all’operazione richiesta dal cliente – di procedere all’immediato inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta.

Insomma, signori, prevenire è meglio che reprimere!

gf

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[1] Si tratta delle società Rtl Autobroker srl, M&M srl, Company Solution srl, Rewind Work srl, ditta individuale Tilli Massimo, Pulidream soc. coop., Omnia 2000 srl, Fin.Servizi soc coop, Andromeda 11 srl, Costruzioni immobiliari srl, Lego srl, Money Team srl, Sevima Consultings srl, Full Service srl, Energy Fun srl, Business solution srl

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