Fondi pubblici & riciclaggio: 28 arresti a Roma!

Fondi pubblici & riciclaggio
Fondi pubblici & riciclaggio

Fondi pubblici & riciclaggio: 28 arresti a Roma!

 

Quello che è successo a Roma e che ha registrato l’arresto di svariati soggetti non sorprende, anche in presenza di accuse gravi come l’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, al traffico di influenze con l’aggravante della qualifica di pubblico ufficiale, alla truffa aggravata, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, malversazione a danno dello Stato, al millantato credito aggravato in concorso. Tra i 20 arrestati, è compreso anche un dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico.

Perché non sorprende?

Perché il malaffare è insito alla natura umana che solo le regole, i controlli – quando ci sono – possono porre un argine al suo dilagare incontrastato.

Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno sequestrato 25 immobili, 290 conti correnti e partecipazioni societarie per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.

La finalità della consorteria criminale era rappresentata dall’accaparramento di “soldi pubblici” attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), documentando realtà economiche ed imprenditoriali esistenti solo sulla carta e presentando progetti fantasma, in grado di chiedere ed ottenere ingenti finanziamenti pubblici che, stante all’indagine ancora in corso, ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro già percepiti in modo fraudolento.

Una nota da ricordare: appena arrivavano i soldi sui conti correnti, chi di dovere, ovvero gli amministratori delle società,  provvedevano all’immediato ritiro in denaro contante, anche per rendere difficile l’eventuale rintraccio della provvista.

Contributi a fondo perduto – Studio del Sole 24 Ore 

Un recente studio apparso sul  quotidiano economico nazionale per eccellenza, ci ha detto che l’85% degli aiuti pubblici in conto capitale erogati nel Mezzogiorno d’Italia – contributi a babbo morto – sono delle autentiche truffe. A livello nazionale invece, tale percentuale scende al 65%.

Con queste premesse dovremmo chiederci: quali sono le regole con le quali vengono erogate queste risorse economiche o meglio, quali sono i controlli che vengono messi in campo?

Al riguardo, gli intermediari ed i professionisti hanno una grande responsabilità quando l’aspirante imprenditore che chiede l’aiuto pubblico, costruisce il “capitale di rischio” alimentando un conto corrente, per poi prosciugarlo appena presentata la domanda di aiuto pubblico.

Già questo modus operandi costituisce la base di una futura truffa che raramente viene intercettata e segnalata con la dovuta tempestività.

Pratica operativa

Se quella descritta è la realtà sul campo, bisogna chiedersi cosa non abbia funzionato perché associazioni a delinquere di tal fatta riescano a farsi strada con tanta facilità.

Avviare un rapporto di conto di natura aziendale per una neo costituita attività economica prevede per i soggetti obbligati – in primis intermediari finanziari e professionisti – l’esecuzione dell’adeguata verifica tesa ad accertare la realtà logistica ed operativa, la individuazione del titolare effettivo e lo scopo e natura del rapporto.

Molto spesso, ci si affida solo ad una verifica formale, senza entrare nel merito dell’iniziativa economico imprenditoriale, anche attraverso una verifica circa l’idoneità e l’esperienza degli amministratori.

Sono centinaia gli articoli che ho scritto al riguardo per scongiurare rischi della specie, tanto per salvaguardare l’incolumità degli operatori che la reputazione degli intermediari – https://www.giovannifalcone.it/?s=tutto+adeguata+verifica

I risultati sono questi e le sorprese non mancano.

 

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento