Fusioni & aggregazioni bancarie: Suggerimenti non richiesti!

Fusioni e aggregazioni, Aui
Fusioni e aggregazioni, Aui

Fusioni & aggregazioni bancarie: Suggerimenti non richiesti!

 

Secondo taluni rumors, il prossimo autunno è indicato come un momento favorevole per dare via a qualche matrimonio fra banche.

Le buone intenzioni non mancano e ognuno, secondo gli esperti del settore, mireranno alla qualità degli attivi e alla redditività, a conferma che  le malattie non le vuole nessuno, a cominciare dai crediti incagliati e le sofferenze che, anche a volerle scansare, non mancano mai.

I nomi più gettonati per queste nozze di laboratorio sono UBI Banca, Banca Polare di Milano, Monte Paschi di Siena e Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

L’obiettivo comune per questi ambiziosi progetti di fusione resta la riduzione dei costi e il tentativo di migliorare i profitti, a tutto vantaggio, si spera, della solidità patrimoniale di cui tanto bisogno hanno i risparmiatori per non rivivere i disastri degli ultimi anni.

Per fare questo, come sottolinea spesso la Banca Centrale Europea serve la pulizia dei bilanci, facendo di più e meglio sul fronte della copertura degli NPL (non performing loans) o crediti deteriorati, quelli di difficile solvibilità, sovente erogati senza garanzie, a babbo morto.

Aggregazioni a prescindere

L’esigenza delle aggregazioni è stata da sempre una strada suggerita dagli organi di vigilanza, nella comune consapevolezza che il sistema bancario italiano sia ancora caratterizzato da entità di piccole dimensioni, spesso incapaci di affrontare gli effetti nefasti dei crediti deteriorati. A questo si aggiungano le gestioni allegre, rapporti clientelari sui territori con la muta tolleranza della Banca d’Italia.

Oltre a tutto questo, dobbiamo anche considerare le nuove regole in termini di vigilanza introdotte dalla BCE, che non sempre le piccole banche sono in grado di assolvere.

Quale che possa essere il seguito di queste indiscrezioni o pettegolezzi ad oggi non lo sappiamo.

Quello che invece appare utile, addirittura doveroso, è certificare lo stato dell’arte, ovvero le modalità e la correttezza dell’alimentazione dell’Archivio Unico Informatico ai fini delle regole antiriciclaggio prima di procedere alla fusione.

Cosa significa questo?

Significa che, in caso di controllo da parte di Organismi di vigilanza – quali la Banca d’Italia, Guardia di finanza – posso documentare, con data certa, l’attività svolta nel tempo e quindi la correttezza delle procedure seguite secondo una reputazione gestionale ed un etica nel rispetto delle norme in vigore.

Anomalie AUI 

Per la mia esperienza maturata al riguardo nel settore dei controlli ex post degli Archivi unici informatici delle banche, le anomalie hanno comunemente interessato diverse fattispecie che vanno dalla errata e/o omessa valorizzazione di campi obbligatori (dati del documento del titolare del rapporto) alla errata valorizzazione di contante, da errori di procedura per raccordi errati (Sistema operativo) a registrazioni non dovute ovvero ritardate, dalla incongruenza degli “attributi” o la errata indicazione dei documenti (una data di rilascio ancor prima che lo stesso cliente nascesse), errati raccordi tabellari, errata indicazione del SAE o registrazioni non dovute etc.

Da ultimo ricordo l’importanza della corretta alimentazione dell’Archivio Unico, ritenuta dagli Organi di vigilanza (Banca d’Italia e Autorità Giudiziaria) il più importante documento contabile di un Istituto di credito, rappresentando la storia economica di qualunque potenziale indagato, costituisce altresì la base informativa per la migliore “Collaborazione attiva” anche attraverso la utilizzazione del Generatore degli Indici di Anomalia delle Operazioni Sospette (Gianos). 

Se ciò è vero, al fine di circoscrivere le manchevolezze o inadempienze agli effettivi responsabili, rispettivamente riferibili ai due contraenti del programmato matrimonio e quindi prima di dare corso alla fusione, suggerisco l’opportunità di una verifica dell’anagrafe ovvero della operatività registrata sui rapporti della clientela almeno nell’ultimo biennio.

In pratica, oltre alla esigenza di riportare in bonis i bilanci di queste banche, in termini  di verità e correttezza, pensiamo anche a pulire gli Archivi Unici Informatici molto spesso trascurati, incompleti, inquinati e assolutamente inattendibili.  

A ognuno il suo!

 

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