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Governo & impresa: Ostilità preconcetta!

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Governo & impresa: Ostilità preconcetta!

 

Quando un Governo non ascolta il grido di aiuto proveniente da “famiglie e imprese” in una situazione di grande difficoltà, come quella che stiamo vivendo da un anno a questa parte, credo che non si vada da nessuna parte e meno che mai, pensare di far crescere il sistema Paese.

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Infatti, in una società complessa come quella che viviamo, in gran parte caratterizzata da fenomeni naturali come la globalizzazione, che si governa con tanta superficialità ed approssimazione, se non altro per le continue e crescenti disuguaglianze sociali, cos’altro rimane oltre alla famiglia e l’impresa?

Rimane solo la politica, capace di incidere nella nostra società attraverso scelte lungimiranti, in grado di restituire dignità alle imprese attraverso misure fiscali, provvedimenti che consentano investimenti in infrastrutture e territorio, materiali ed immateriali, pubblici e privati, nazionali ed esteri.

E cosa fa la nostra politica nazionale per tentare la realizzazione di questi obiettivi?

Niente o meglio pensa di fare qualcosa, distribuendo bonus, allungando ristori a ripetizione verso categorie imprenditoriali che più di altri soffrono la pandemia sanitaria ed i provvedimenti di chiusura alle attività produttive che ne conseguono.

Interventi urgenti

Quello che a mio avviso bisogna fare per sbloccare uno stallo che si percepisce a naso nel cattivo funzionamento della nostra economia è legata alla generale assenza di liquidità, ad un eccesso di burocrazia nelle scelte di gestione delle grandi opere, nelle banche che non erogano i finanziamenti a garanzia pubblica e negli imprenditori che vedono troppe incertezze nel quadro di riferimento.

Se così è, bisogna procedere con la massima urgenza a:

  • La pubblica amministrazione deve accelerare l’erogazione dei propri debiti a favore delle imprese;
  • Sblocco delle grandi opere, già definite strategiche per il sistema Paese, attraverso la nomina di un commissario ad hoc, in grado di accorciare significativamente i tempi della burocrazia;
  • Concessione della “manleva sul merito creditizio” alle banche, onde sbloccare i finanziamenti a garanzia pubblica previsti dal DL n.23/2020. Questa operazione è fondamentale per consentire la sopravvivenza delle imprese che, senza liquidità hanno due strade: perire d’inedia o accettare “aiuti o finanziamenti” di dubbia legittimità da parte di soggetti legati al malaffare;
  • Introduzione dello “scudo penale” per i datori di lavoro per gli incidenti da Covid-19 dei propri dipendenti, in armonia a quanto chiesto da Colao nell’apposito Piano presentato nell’aprile scorso: 102 per far ripartire l’Italia;
  • Ricorso agli Hotel Covid – da reperire con appositi bandi pubblici – onde allocare in quarantena le migliaia di asintomatici individuati giornalmente – in alternativa agli ospedali, ormai al collasso o le rispettive abitazioni;
  • Rinuncia alla tassazione per l’anno 2020, posto che il rinvio non risolve il problema.

Il tempo stringe, bisogna decidere!

 

 

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