Il condominio deve avere il proprio conto in banca

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Conto corrente condominiale
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Il condominio deve avere il proprio conto in banca

 

Il nostro amministratore ha richiesto di anticipare di un mese il pagamento degli acconti lamentando scarsa liquidità di cassa.

Ho chiesto conto delle operazioni di cassa intervenute sul conto condominiale dal 1° gennaio 2018 al 31 agosto e il saldo a quella data, ma tali informazioni mi sono state negate: l’amministratore ha affermato che il conto è intestato a lui in quanto è unico per tutti i condomini amministrati.

E’ lecito o c’è l’obbligo di tenere conti separati per ciascuno degli stabili amministrati?

In questo caso si può ravvisare un’appropriazione indebita da parte dell’amministratore?

Quali possono essere le azioni da intraprendere?

V.F. – TORINO

R I S P O S T A

L’articolo 1129, comma 7, del Codice civile stabilisce che l’amministratore è obbligato a fare transitare le somme ricevute a qualsiasi titolo dai condomini o da terzi e quelle erogate per conto del condominio su uno specifico conto corrente intestato al condominio; la norma aggiunge che ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia a proprie spese della rendicontazione periodica.

Posto ciò, quanto affermato dall’amministratore e riportato nel quesito non appare corretto e potrebbe rilevare una sua responsabilità.

Non si può parlare, almeno allo stato attuale delle cose, di appropriazione indebita.

Il condomino potrà fare ricorso al giudice per l’esibizione della documentazione o in via ordinaria o in via d’urgenza ex articolo 700 del Codice di procedura civile. Il comportamento dell’amministratore potrebbe avere come conseguenza la sua revoca, anche se non fa parte delle irregolarità specifiche previste dall’articolo 1129 del Codice civile.

In un caso analogo a quello previsto nel quesito, l’arbitro bancario finanziario con il lodo 7960/2016 ha ritenuto che <<in tema di accesso alla documentazione relativa al rapporto di conto corrente condominiale, il novellato disposto dell’articolo 1129 del Codice civile (così come modificato dalla legge 220/2012) non prescrive un obbligo, in capo al condomino, di esclusiva richiesta all’amministratore, unico legittimato a richiedere la documentazione, quanto – piuttosto – di preventiva richiesta all’amministratore stesso (fattispecie nella quale il Collegio ha condannato l’intermediario al rilascio della documentazione in favore della ricorrente – a spese di quest’ultima e nei limiti dui cui all’articolo 119, comma 4, del Testo Unico Bancario – essendo stato inutilmente assolto l’obbligo di preventiva richiesta all’amministratore.

DAL SOLE 24 ORE DEL 12 NOVEMBRE 2018

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