LA CORRUZIONE, SPIEGATA A RAGAZZI CHE HANNO A CUORE IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE

Corruzione, didattica, Pubblica amministrazione
Corruzione, didattica, Pubblica amministrazione

LA CORRUZIONE, SPIEGATA A RAGAZZI CHE HANNO A CUORE IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE

In epoca recente ho assistito alla presentazione del libro commentato dal coautore Francesco Caringella, avente ad oggetto “la corruzione spiegata ai ragazzi che hanno a cuore il futuro del loro paese”.
L’incontro si è svolto all’aperto, presso una bella location del Mad Mail di Mattinata, all’aperto, aderente alla stagione estiva.
Il magistrato amministrativo, stimolato dalle domande del giornalista ha percorso il male endemico della nostra epoca, la corruzione, indicata come il vero cancro nel cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. Personalmente, ho intravisto nella presentazione un atteggiamento di resa delle Istituzioni, laddove si è parlato molto della malattia e niente in termini di terapia d’urto, per superare il problema e metterci al passo di Paesi civili come il nord Europa, consci come siamo che l’essere passati dal 60° al 54° posto nella graduatoria mondiale della “corruzione percepita”, non può certamente definirsi un traguardo soddisfacente.
Il livello parossistico raggiunto dal fenomeno della corruzione nel nostro Paese, deve indurci a qualche riflessione in grado di invertire la tendenza.
A mio avviso bisogna agire su tre direttrici:
Semplificare il funzionamento della PA
Se è vero che la burocrazia rappresenta il principale ostacolo nella corretta azione amministrativa della Pubblica amministrazione, è innegabile che la strada della semplificazione potrà apportare un’azione seria di contrasto al fenomeno.
Contributi pubblici all’impresa (conto capitale)
Un recente studio del Sole 24 Ore ha evidenziato che il livello di irregolarità, truffe ad anomalie varie nella erogazione dei contributi pubblici a fondo perduto nel Mezzogiorno d’Italia, supera l’85% del totale. Se è vera questa statistica, vuol dire che lo Stato da settant’anni a questa parte, alimenta il malaffare e la speculazione in danno dell’impresa sana. Se si conviene sulla finalità dell’aiuto pubblico, volto a stimolare la nascita di nuove imprese sul territorio e quindi nuova occupazione, abbiamo visto che questa politica non ha funzionato. Aumentano le imprese che de-localizzano, imprese che falliscono o imprenditori che si suicidano perché non riescono a pagare gli stipendi ai dipendenti.
Quale potrà essere l’alternativa: con gli stessi soldi, oggi distribuiti a pioggia, a babbo morto, aiutiamo le imprese sane, esistenti, semplicemente a sopravvivere riducendo il carico fiscale e contributivo.
Inoltre, per effetto dell’assenza di un’armonizzaione fiscale a livello di Unione Europea, ci sono imprese che, per il tramite di teste di legno con il metodo delle c.d. “frodi carosello”, comprano a mille sul mercato comunitario e vendono a ottocento sul mercato nazionale, mettendo fuori gioco l’economia sana: una situazione drammatica che poco o nulla si fa nell’azione di contrasto!
Da tangentopoli ad oggi
Ai tempi di “mani pulite” degli anni 90’ la corruzione viaggiava in denaro contante, con sacchi e valige stracolme di carta moneta, tanto per finanziare la politica dell’epoca che funzionari della Pubblica amministrazione.
Oggi, la corruzione è diventata più sofisticata e quindi si usano consulenze fittizie documentate con fatture false oppure, disposizioni di bonifico, anche ingenti di diverse centinaia di migliaia di euro, in partenza da conti aziendali appartenenti ad imprese, aggiudicatarie di importanti appalti con la pubblica amministrazione[1].
Sovente, sia le consulenze che le disposizioni di bonifico – indirizzati ad Associazioni pseudo culturali notoriamente vicini a partiti politici – risultano estranei,non coerenti o strumentali all’impresa e quindi facilmente individuabili da parte dell’intermediario finanziario, anche incaricato di contrastare il fenomeno della corruzione attraverso l’obbligo di collaborazione attiva nella lotta al riciclaggio.
Per concludere, basta parlare della malattia, cominciamo ad utilizzare una terapia di contrasto efficace, anche modificando parte del nostro armamentario giuridico. Insomma, rendiamoci conto che perdurando questo modus operandi non solo non si contrasta la corruzione e si creano posti di lavoro, ma si perdono anche quelli che stanno perché, insieme al territorio muore anche l’impresa.
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[1] Lo spunto mi viene dallo scandalo del costruendo stadio della Roma, riguardante l’arresto di Parnasi – noto costruttore edile della capitale – e l’avvocato Anzalone – noto faccendiere e vicino alla Giunta Raggi dello stesso Comune di Roma

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