LA POLITICA DELLE ALLEANZE INNATURALI

Alleanze innaturali
Alleanze innaturali

LA POLITICA DELLE ALLEANZE INNATURALI

Se abbiamo avuto la capacità di fare 65 governi in 70 anni di storia repubblicana al confronto dei 9 fatti nello stesso periodo dalla vicina Germania, ci sarà un motivo.
E qual è stato questo motivo che ci ha consentito di raggiungere questo traguardo che non esagero a definire dello “sfascio e del qualunquismo”?
Il motivo è molto semplice: il nostro sistema di voto, con una soglia di sbarramento di appena il 3% per sedersi in Parlamento (in Germania sono al 5%), ha sempre privilegiato la rappresentatività e giammai la governabilità.
In Italia, da 70 anni a questa parte, in occasione degli appuntamenti con le urne, con una percentuale di votanti sempre in discesa (il conteggio dei disertori è arrivato a circa il 50%), non si è mai pensato di governare questo grande Paese, facendo delle riforme ed assumendosi delle responsabilità e ancora oggi si continua imperterriti su questa strada..
Il comune denominatore di qualunque azione di governo è stato quello del “tirare a campare” che è sempre meglio che “tirare le cuoia”, ripeteva sempre un vecchio Senatore a vita, Giulio Andreotti, da anni defunto.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: l’economia è un disastro, il Paese è fermo, la disoccupazione cresce, l’evasione fiscale, la corruzione e la criminalità impazza in ogni dove.
La situazione è grave, forse gravissima ma non è disperata nella misura in cui siamo ancora vivi per raccontarla e già questo, consideriamolo con una metafora della “bottiglia mezza piena” rappresentata per lo più, dalla grande pazienza degli italiani.
Crisi di Governo
L’attuale crisi, della quale attendiamo gli esiti con l’intervento in Senato del Premier Giuseppe Conte, programmato per le ore 15,00 di domani, per rispondere alla richiesta di sfiducia presentata da una forza dell’attuale maggioranza “giallo-verde”. Colui che si è autodefinito l’avvocato degli italiani all’atto dell’insediamento del giugno 2018, oltre che difendere se stesso e il suo operato, ci farà anche sapere come vuole andare avanti: o rassegnare le dimissioni nelle mani dell’inquilino del Quirinale oppure accettare le scuse dell’ancora ex premier e tamarro verde.
Ovviamente, in qualunque caso, anche quando si dovesse decidere di staccare la spina a questa maggioranza per insediarne un’altra, quale che sia, salvo farli venire dalla luna, non credo che cambierà molto. Si continuerà a tentoni, come quando si gioca alla mosca cieca, senza un obiettivo, un progetto di sistema Paese facendo quando basta per conservare la poltrona e tirare a campare.
Con l’attuale sistema elettorale, comunque vadano le elezioni, passate o future, si sarà sempre costretti ad alleanze innaturali, cioè decidere di governare in coalizione senza essere d’accordo su nulla, vivere da separati in casa.
Partito democratico
Dai social leggo la sorpresa di tanti che si chiedono: cosa è cambiato oggi per accettare l’alleanza con i grillini rifiutata nel marzo del 2018?
Al netto della sicura incompatibilità fra le due forze – PD e M5S – penso che le condizioni di oggi per una ipotetica alleanza che io spero breve, a termine, con un Governo istituzionale, anche con la eventuale partecipazione dell’ex cavaliere, sia molto diversa.
E’ diversa perché oggi i grillini, gli onesti per definizione (durante la campagna elettorale si definivano honesti con l’h), dopo un anno e mezzo di disastri al Governo sono scesi con i piedi per terra, si sono ridimensionati in modo naturale.
Poi, almeno in termini di auspicio, mi auguro un Governo istituzionale in grado di fare tre cose:
1. Scongiurare l’aumento dell’Iva (che sarebbe automaticamente certo se si dovesse votare ad ottobre mandando il Paese all’esercizio provvisorio);
2. Legge di bilancio con i piedi per terra, d’intesa con l’Europa;
3. Nuova legge elettorale in grado da scongiurare, per il futuro ALLEANZE INNATURALI di forze politiche che, pur pensandola all’opposto decidono di mettersi insieme. Non essendo d’accordo su nulla, il Paese si ferma e le riforme languono. In tal senso penso ad un doppio turno con ballottaggio – come funziona benissimo nei Comuni con più di 15mila abitanti e in tutte le democrazie occidentali.
Fatto questo, sciogliere le Camere e programmare nella primavera prossima l’appuntamento elettorale, dando la parola agli italiani che saranno chiamati a decidere come andare avanti.
Conclusioni
La storia recente mi dice che dobbiamo continuare così ancora per molto e questo lo deduco dalla bocciatura del Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Dobbiamo continuare a tenere migliaia di rappresentanti in Parlamento che staranno li per tirare a campare, senza incidere, senza fare riforme e senza assumersi responsabilità.
E’ sempre stato così: rassegnamoci, l’Italia è un Paese condannato alla ingovernabilità, amen.

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