LA POLITICA IN VETRINA: Il Ponte sullo stretto di Messina

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Ponte sullo stretto di Messina
Ponte sullo stretto di Messina

LA POLITICA IN VETRINA: Il Ponte sullo stretto di Messina

 

In questi giorni, con una guerra in corso al centro dell’Europa, con una pandemia che tanti danni ha già fatto, con una inflazione galoppante, con banche che falliscono e crollano come brilli, si torna a parlare della possibilità di realizzare questa importante opera pubblica, come il Ponte sullo Stretto di Messina.
Avendo vissuto, per ragioni di lavoro, ben 17 anni in Terra calabrese e più precisamente proprio a Reggio di Calabria, mi reputo una persona che può parlare di un tema conosciuto direttamente, sul terreno, ritenendomi un calabrese di adozione. Amo quella terra più di ogni altra cosa e so i problemi che vive, per effetto del traffico commerciale e automobilistico esistente con la sponda siciliana, in occasione del mare grosso che rende difficile la navigazione, ovvero in concomitanza alle festività (pasquali o natalizie) o anche nel periodo estivo: praticamente sempre!
In tali periodi, sul tratto autostradale prospiciente Villa San Giovanni, luogo d’imbarco, si forma una coda di decine di chilometri con grave nocumento alla circolazione ed ambiente circostante.
Personalmente quindi, quando parliamo di “Ponte sullo stretto”, una grande opera pubblica, ero assolutamente d’accordo nel passato recente e ancor più lo sono adesso.
Dei circa dieci miliardi di euro del costo stimato, con tutto ciò che comporta il movimento e la disponibilità di tali somme di danaro, i contrari alla realizzazione dell’opera temono il rischio di infiltrazioni di organizzazioni affaristico-mafiose negli appalti, nelle forniture, nei servizi, trasporti, consulenze e quant’altro occorra al progetto esecutivo.
Ci risiamo: come per le Olimpiadi a Roma, per non correre rischi, fermiamoci, non facciamo nulla e non corriamo rischi.
Altri ancora predicano il verbo del “benaltrismo”, significando che ci vuole ben altro per risolvere i problemi di crescita e sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, non ritenendo la realizzazione dell’opera come una delle priorità.
Orbene, a coloro che la pensano in questo modo io dico che l’Italia è un grande Paese in grado di contrastare con efficacia i rischi paventati dalle infiltrazioni criminali. Abbiamo costituito l’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC) con una struttura all’altezza, si è fatta una legge anti – corruzione, è stato recentemente modificato in modo radicale il Codice degli appalti, anche con accorgimenti finalizzati alla sua semplificazione
La realizzazione di una infrastruttura di tale portata come il Ponte sullo stretto, metterebbe in moto una economia che farebbe da volano per l’intero Mezzogiorno.
E’ un’opera strategica di fondamentale importanza per lo sviluppo di un territorio e dell’Italia intera.
AVANTI TUTTA!!!

1 Comment

  1. Da quando portavo i calzoni corti ho sentito parlare della realizzazione del Ponte sullo stretto. Il tema è molto dibattuto, per contrasti soprattutto ideologici.
    Spero che l’opera veda la luce, perché sarebbe un salto innegabile per la nostra economia e lo sviluppo del nostro territorio, di cui il Mezzogiorno ha fondamentale bisogno.
    AVANTI TUTTA!

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