LA POLITICA IN VETRINA: Salvini, Presidente per un giorno!

La politica in vetrina
La politica in vetrina
Print Friendly, PDF & Email

LA POLITICA IN VETRINA: Salvini, Presidente per un giorno!

 

Alla esibizione di forza del nostro Ministro degli interni durante l’intera gestione della “nave DICIOTTI” nel porto di Catania, riguardante la sosta forzata a bordo dell’intero equipaggio e del carico di immigrati, anche oggi possiamo osservare un altro episodio, altrettanto grave sotto il profilo del rispetto delle Istituzioni.

Se per la vicenda della Guardia costiera se ne occupa la Magistratura, laddove ci fossero delle condotte contro legem,  con la relativa iscrizione nel Registro degli indagati per una serie di ipotesi di reato che non sto ad elencare, posto che anche un Ministro è sottoposto alla legge, la vicenda di oggi sembra essere meno grave, almeno in apparenza.

Il nostro factotum, oggi ha ricevuto il Presidente dell’Ungheria, un Capo di Stato facente parte dell’Unione Europea, particolarmente in auge in questi ultimi anni perché al pari del nostro infaticabile risolutore di problemi – almeno a chiacchiere – è contrario ad ogni forma di solidarietà nei confronti degli immigrati.

In pratica il “Nostro”, sia pure senza delega, per un giorno ha svolto il ruolo e la funzione di Presidente del Consiglio, ricevendo l’ospite presso la Prefettura di Milano.

Mai era successo nella storia della nostra giovane Repubblica, da settant’anni a questa parte che un Ministro abbia direttamente ricevuto un Capo di Stato presso un Ufficio istituzionale come quella di un Prefetto. Ragioni di opportunità avrebbero potuto suggerire al “Nostro” di ricevere l’ospite di Governo presso una sede di partito, senza esporre l’intero Paese Italia ad una sceneggiata senza capo ne coda.

Per quanto ci dobbiamo abituare a questi eccessi di personalismo nell’uso di cariche e/o luoghi appartenenti alla Istituzione, il fatto non dovrebbe meravigliare più di tanto posto che, un Ministro che non tiene conto di un dettato normativo, un regolamento o un trattato internazionale al quale si è aderito in precedenza, è difficile immaginare che possa rispettare una prassi, una consuetudine ovvero un bon ton consolidato.

Di tutto questo naturalmente non abbiamo sentito alcun intervento da parte del nostro Presidente del Consiglio, quello ufficiale, da protocollo.

Da ultimo vorrei sommessamente ricordare che in  Europa si discute, si media, si cercano alleanze, si fa politica che è la caratteristica principale che distingue l’umanoide, dotato della parola e di una comune intelligenza, contrapponendosi alle bestie che normalmente, rispondono con l’istinto alla necessità di una comune sopravvivenza.

Dopo l’istinto, se la soluzione non si trova, come sovente è successo in passato,  rimane la guerra che nessuno cerca.

Ecco signor Presidente per un giorno, nella sua quotidianità, nel corso delle sue esternazioni si ricordi che la guerra non la vogliamo e per questo le riporto una frase che ripeteva sempre mia madre: “Duce e Duc, cum cia fatt ha rdduce, d iurn senza pen e d nott senza luce” (Tradotto: Duce e Duce come ci hai ridotto, di giorno senza pane e di notte senza luce). (1)

Amen!

 (1) Il riferimento è a Mussolini, fautore e protagonista dell’ultima grande guerra del ’40/45

Commenta per primo

Lascia un commento