L’Antiriciclaggio, come cultura della legalità & Governance del rischio!

L'antiriciclaggio
L'antiriciclaggio

L’Antiriciclaggio, come cultura della legalità & Governance del rischio!

 

Ieri sera ho assistito all’evento organizzato dal MAD mal di Mattinata (FG) per spiegare il senso della “legalità e convivenza civile” sul territorio, avente ad oggetto la “pacificazione” necessaria per la soluzione dei problemi.
Si è molto parlato del ruolo dell’Associazione LIBERA di Don Ciotti, attraverso la presenza e testimonianza di rappresentanti nel territorio della nostra provincia – Foggia – dove i fenomeni di criminalità, anche efferati con l’assassinio di persone innocenti non mancano, soprattutto nel periodo più recente.
Per la mia esperienza – dopo circa 30 anni come appartenente alla Guardia di finanza e circa dieci anni come responsabile antiriciclaggio di un gruppo bancario – Io penso che, ancora oggi, vi sono leggi disapplicate rendendo più difficile l’azione di contrasto al crimine.
Per meglio chiarire il concetto, vi voglio rendere partecipi di una mia esperienza di qualche anno addietro quando, nell’ambito di un Progetto di “beni confiscati alla criminalità organizzata”, riguardante la formazione delle Forze dell’Ordine nel Mezzogiorno d’Italia, fui invitato a tenere delle docenze sulle migliori Modalità di contrasto al riciclaggio di denaro sporco.
In quella occasione, tenni delle docenze a Palermo, Catania, Bari, Caserta ma soprattutto a Napoli dove feci la migliore esperienza, in termine di best practice.
Appena giunto in aula, davanti ad una quarantina di appartenenti a Dia, Ros, Gico e Criminal pool, età media 35 anni, mi venne rivolta la seguente domanda:
“Dr. Falcone, come mai quando, al termine delle nostre indagini – spesso durate anni – finalizzate al contrasto alla camorra, arriviamo in banca per sequestrare le risorse finanziarie, troviamo sempre i conti in rosso o addirittura estinti. In sostanza, mentre per i beni immobili è più facile, per le provviste finanziarie (disponibilità liquide) non troviamo mai niente. Ci può spiegare la ragione?”
Risposi che nel 90% dei casi la responsabilità è dell’intermediario che consente una operatività disattendendo l’obbligo di “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio secondo lo spirito del Decalogo della Banca d’Italia – Edizioni 2001: “Istruzioni operative per l’individuazione di operazioni sospette” (1).
Insomma, la domanda mi consentì di comprendere meglio la difficoltà, ancora oggi esistente, secondo la quale, i soggetti deputati al contrasto della criminalità sul territorio continuano a vivere questo disagio, questa enorme difficoltà che ancora nessuno ha risolto.
In pratica, cosa succede?
Il soggetto destinatario dell’indagine, appartenente o contiguo alla criminalità organizzata sul territorio, venuto a conoscenza di essere destinatario di una indagine dal parte della Magistratura, si reca in banca e preleva in contanti l’intero malloppo o addirittura estingue la relazione. Lo stesso, pone in essere questa condotta perché consapevole dei rischi di un possibile sequestro preventivo da parte dell’Ufficio inquirente e quindi fa scomparire la provvista finanziaria, in modo da ostacolare l’attività investigativa e repressiva della Istituzione.

Per sottolineare, ma soprattutto per ricordare l’attualità del problema, possiamo citare il sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Genova contro un partito politico, finalizzato al sequestro di 49 milioni di euro, ritenuti provento di delitto di “Truffa allo Stato”, come da condanna già irrogata dallo stesso Tribunale nei confronti dei dirigenti della stessa forza politica – Senatore Umberto Bossi e figli, unitamente all’allora tesoriere del Partito Belsito.

La banca, in questo caso, a conoscenza della indagine in corso da parte della locale Autorità giudiziaria – tutta la stampa nazionale ne ha parlato in abbondanza – disattendendo le regole esistenti da svariati anni, ha consentito una operatività anomala, impedendo il rintraccio del malloppo.

Ancora oggi, molti Intermediari finanziari, a torto, ritengono che fino a quando un’Autorità giudiziaria non abbia disposto un provvedimento coattivo, il cliente è libero di poter disporre liberamente delle proprie risorse.

Al netto del senso civico individuale, fino a quando non si interviene su questo versante, continueremo a raccogliere l’acqua con le orecchie, vanificando ogni azione giudiziaria finalizzata al contrasto del malaffare.
Amen!

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(1) Punto 4.3: Massima tempestività nella segnalazione è assicurata ove l’operazione preveda il rilascio al cliente di contante o di valori assimilabili, per significativo ammontare,soprattutto se la medesima è effettuata da soggetti sottoposti a indagini penali o a misure patrimoniali di prevenzione ovvero da soggetti agli stessi collegati

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