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L’antiriciclaggio in famiglia: Irrazionalità bancarie!

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L’antiriciclaggio in famiglia: Irrazionalità bancarie!

 

La restituzione di un prestito di 4 mila euro dal figlio alla madre, in relazione a un banchetto di nozze, il deposito in banca, l’intervento dell’ufficio antiriciclaggio di Venezia, che ha punito entrambi comminando una sanzione di 6 mila euro a testa. Ruota attorno a questa vicenda, dai contorni surreali, l’intervento che vedrà protagonista domani (mercoledì 4 novembre) l’Adico, con il presidente Carlo Garofolini, nella puntata di Mi Manda Rai Tre in programma dalle 10 alle 11. Intervistato dalla giornalista Fabiana Cofini e dai conduttori, Lidia Galeazzo e Federico Ruffo, Garofolini racconterà la disavventura vissuta da madre e figlio, presenti anche loro nella sede mestrina dell’associazione dei consumatori.

“Questa storia immortalata dalle telecamere di Rai Tre – racconta il presidente di Adico – si inserisce nel contesto delle norme sull’antiriciclaggio che già ci aveva visto protagonisti nella battaglia sui famosi assegni privi della dicitura ‘non trasferibile’. La legge, che nasce per punire le persone disoneste, sta invece creando veri e propri drammi fra cittadini onesti e in totale buona fede. Siamo convinti che, come successo per gli assegni, si riuscirà a trovare una soluzione in grado di tutelare la ratio della norma senza mandare in tilt i bilanci familiari”.

Dettato normativo

L’articolo 49 del D.lgs 231/07 e successive integrazioni e modificazioni, che costituisce l’ossatura del nostro dispositivo di contrasto al riciclaggio di denaro sporco fissa una serie di precetti riguardanti il trasferimento di denaro contante fra soggetti diversi – possibile solo con la presenza dell’intermediario finanziario – prescrizioni per l’emissione di assegni bancari e postali e altro ancora che non sto ad indicare, di cui faccio rimando all’articolo testé richiamato.

Lo stesso decreto, impone agli intermediari taluni obblighi di “comunicazione”, laddove nella loro quotidianità operativa rilevino violazioni ai citati precetti, pena una sanzione amministrativa da 3 a 15mila euro per eventuali omissioni.

Tali norme sono richiamate  nel combinato disposto degli artt.49 comma 5, 51 comma 1 e 63 comma 5 del d,lgs 231/07.

Pratica operativa

Questa vicenda, al pari di tante altre mi ricorda quando la banca comunica al Ministero dell’economia e finanze la violazione riguardante l’errata emissione di un titolo di credito commessa da un cliente che ha eseguito l’operazione di estinzione allo sportello, risultato privo della prevista clausola “Non trasferibile”.

In pratica, l’addetto allo sportello che, se non dorme è sicuramente distratto, prima negozia un titolo irregolare e poi, nella sua zelanteria surreale, irrazionale, comunica la violazione al Mef entro i fatidici trenta giorni previsti, per la successiva irrogazione della sanzione amministrativa.

In pratica, questo modus operandi lo considero equivalente ad una fucilata alle spalle del proprio cliente.

Come evitare questi disastri? È sufficiente respingere la negoziazione del titolo restituendolo al cliente spiegando la ragione del diniego.

L’irrazionalità della banca sta tutta qua, non aggiungo altro!

Tornando al tema di oggi, possiamo vedere che la sanzione è scattata a fronte di un trasferimento irregolare di una somma di denaro contante superiore alla soglia stabilita dalla legge – pari o superiore 2mila euro dal 1° luglio u.s. – in  violazione al ripetuto 1° comma dell’art.49 del decreto lgs 231/07 – di una somma in denaro contante fra due soggetti diversi – mamma e figlio.

Il figlio, consegna alla madre la somma di 4mila euro, quale restituzione di un prestito infruttifero, prelevando la somma dal proprio deposito detenuto presso il locale sportello bancario.

A leggere l’articolo, ho ragione di presumere che l’operazione dell’irregolare trasferimento sia stato effettuato in presenza del cassiere che ha assistito all’operazione.

Corretta operatività

La banca e per essa l’addetto allo sportello, nel rilevare la irregolarità, quale soggetto qualificato, avrebbe dovuto correttamente informare i clienti – mamma e figlio – che l’operazione di tal fatta era irregolare, informando che il trasferimento poteva avvenire:

  • Emettendo un assegno bancario o circolare con la dicitura “Non trasferibile” per €.4.000,00 a favore della madre;
  • In assenza di un conto corrente nella disponibilità del figlio, da cui poteva essere disposto un bonifico anche per cassa a favore della di lui madre, si poteva benissimo utilizzare il Modello interno di trasferimento del contante reale, in uso presso tutti gli intermediari: cedente da una parte (figlio), accettante dall’altra (madre) e in mezzo la banca che attestata la regolarità dell’avvenuto trasferimento.

Inoltre, in conseguenza di tale operazione “notarile”, lo stesso cassiere, si sarebbe dovuto ricordare di fare l’A/74 di registrazione manuale dell’operazione in Aui.

Così non è stato e l’intermediario finanziario (banca) ha perso una grande occasione per recuperare un minimo di credibilità che, al tempo di Covid e non solo, sarebbe certamente servita.

Ahimè!

 

 

 

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