L’antiriciclaggio in Germania: Segnalazioni dormienti!

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L'Antiriciclaggio in Germania
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L’antiriciclaggio in Germania: Segnalazioni dormienti!

 

Negli anni 2018/2020, le banche avrebbero segnalato transazioni di dubbia legalità che gli organi di vigilanza centrali avrebbero occultato o, nella migliore delle ipotesi, lasciate a dormire.

Insomma, la Fiu – l’omologa della nostra Unità d’informazione finanziaria – non avrebbe svolto in modo adeguato il naturale compito istituzionale di trasmettere l’alert ricevuto agli organi di polizia per le successive verifiche ed investigazioni.

Con queste premesse ed in base a questi sospetti, in questi giorni i pubblici ministeri tedeschi hanno fatto irruzione in alcuni uffici del ministero delle finanze e della giustizia nell’ambito di un’indagine su un possibile ostacolo alla giustizia da parte dell’agenzia antiriciclaggio del governo, secondo quanto reso noto dai media teutonici. 

L’indagine è sull’Unità di Informazione Finanziaria, un’agenzia del ministero delle finanze sotto il candidato cancelliere della SPD Olaf Scholz (attualmente in testa nei sondaggi) vuole verificare se l’unità abbia effettivamente agito in seguito agli avvertimenti delle banche su possibili manovre per il riciclaggio di denaro. 

Il dettaglio più imbarazzante per Scholz riguarda un fatto statistico che i fatti di questi giorni sembrano confermare e cioè che da quando la Fiu, tradizionalmente controllata dalla Procura generale, è stata spostata nel 2017 al suo ministero (per volontà del suo predecessore Wolfgang Schaeuble), le segnalazioni sono crollate e qualcuno si è messo a dormire.

Queste perquisizioni arrivano, come si diceva, in un momento delicato per Scholz, che secondo i sondaggi d’opinione ha buone possibilità di diventare il nuovo cancelliere tedesco. 

La FIU insieme al regolatore finanziario tedesco, Bafin, entrambe le unità del ministero delle finanze, sono state precedentemente criticate per non aver rilevato problemi presso la società di pagamenti Wirecard, crollata in seguito al più grande scandalo finanziario dal dopoguerra in Germania. 

Intanto il ministero delle Finanze da parte sua, ci ha tenuto ad affermare a scanso di equivoci che l’indagine in corso, per quanto complessa e delicata, non interessa alcun dipendente del dicastero.

Questa si che è una bella notizia, le Sos che dormono e le indagini non si fanno, anche quando le stesse riguardano transazioni da milioni di euro, opportunamente segnalate da intermediari finanziari.

Vicenda tutta da chiarire!

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