LIBRETTO DI RISPARMIO: Criteri per la prescrizione

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Sono venuto in possesso di un
libretto di deposito a risparmio al portatore emesso nel 1936, ultima
registrazione contabile eseguita nell\’agosto 1940. Ho fatto domanda alla Consap
per il pagamento del libretto dormiente e sono stato invitato a richiedere alla
banca l\’importo versato nel loro fondo nel 2009. La banca mi ha risposto, per
raccomandata, che il libretto è prescritto in base all\’articolo 2946 del codice
civile, e che non è ricaduto nell\’applicazione del Dpr 116/2007 relativo ai
cosiddetti depositi dormienti.

La Consap, contattata
telefonicamente, afferma che il titolo non poteva essere prescritto, ma la
banca non lo ha fatto. Chi ha ragione? Se ha ragione la Consap, che cosa devo
fare per entrare in possesso dei soldi depositati sul libretto?

M.R. – MASSA

RISPOSTA

Gli
orientamenti della dottrina e della giurisprudenza, in materia di prescrizione
del diritto alla restituzione della somma indicata nel libretto di deposito al
portatore, hanno subito vicende alterne. Infatti, da un lato la precedente
giurisprudenza della Corte di cassazione (21 marzo 1963, n.689; 24 gennaio
1979, n.535; 3 maggio 1999, n.4389) riteneva che il termine prescrizionale
decennale decorresse dal giorno della costituzione del rapporto o dall\’ultima
operazione di prelievo o versamento effettuata dal portatore del libretto.

Più
recentemente, il Supremo collegio (Cassazione, 19 giugno 2009, n.14345) ha
stabilito che “la prescrizione del credito decorre anche quando il relativo
diritto non sia ancora esigibile per la mancata fissazione del tempo dell\’adempimento,
da stabilirsi per accordo delle parti, potendo in tal caso il creditore
comunque ricorrere al giudice per la fissazione del termine, ai sensi dell\’articolo
1183, 3° comma, c.c., con la conseguenza che in tal caso è impossibile
configurare un impedimento giuridico all\’esercizio del diritto, il quale
soltanto impedisce il decorso della prescrizione.”

La dottrina
e la giurisprudenza di merito, invece, hanno ritenuto che l\’obbligo della banca
di procedere alla restituzione sorgerebbe solo a fronte della richiesta
avanzata dal titolare del libretto, con la conseguenza che la prescrizione
decorrerebbe unicamente da tale momento; in tal senso anche la pronuncia dell\’arbitro
bancario e finanziario (n.232 del 31 gennaio 2011), il quale aderisce a tale
interpretazione affermando che dalla domanda del depositante nasce il diritto
restitutorio ed inizia a decorrere il termine prescrizionale.

La
recentissima sentenza della Corte di cassazione, n.788 del 20 gennaio 2012, ha
ribaltato il precedente orientamento, affermando che, se le parti non hanno
previsto un termine di scadenza del
contratto, la banca è obbligata alla restituzione a richiesta del depositante..
Si legge ancora in sentenza che l\’obbligazione restitutoria della banca non
deriverebbe, quindi, ipso iure dall\’avvenuto deposito delle somme, ma sorge
solo a seguito della richiesta in tal senso avanzata dal cliente, il quale ha
la mera facoltà, e non l\’obbligo, di esercitare il proprio diritto di credito
alla restituzione. Da ciò consegue che – in assenza di una manifestazione di
volontà della banca di recedere dal rapporto – la prescrizione del diritto di
credito del depositante non può iniziare a decorrere prima che questi avanzi la
richiesta di restituzione, ponendo in essere quel comportamento che rende il
credito esigibile e dal quale sorge il corrispondente obbligo della banca.

Una diversa
considerazione merita però la esigibilità degli interessi, in quanto il debito
per gli interessi costituirebbe un obbligo accessorio che – in mancanza di
prelievi – risulta strutturalmente autonomo rispetto all\’obbligo di
restituzione del capitale; infatti le due obbligazioni (per capitale e per interessi)
ai fini prescrizionali sono distinte, , sebbene funzionalmente collegate nella
cusa del contratto di deposito.

Pertanto, appaiono
esigibili il valore facciale del titolo – convertito nella corrente valuta in
euro – oltre agli interessi maturati nel quinquennio su tale somma.

In conclusione
il lettore potrà adire l\’arbitro bancario finanziario territorialmente
competente per vedere riconosciuti i propri diritti.

DAL SOLE 24 ORE DEL 39 LUGLIO 2012

 

giovannifalcone

GIOVANNI FALCONE
CONSULENTE D’IMPRESA
"ESPERTO ANTIRICICLAGGIO”

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