Liquidità alle imprese: Autocertificazione a tappeto e scudo penale per gli affidamenti!

Autocertificazione e scudo penale
Autocertificazione e scudo penale

Liquidità alle imprese: Autocertificazione a tappeto e scudo penale per gli affidamenti!

Falcone Antiriciclaggio

 

Istruttoria lampo, ad horas tanto per il primo step di finanziamento con garanzia pubblica fino a 25mila euro ed oltre, almeno fino a 100mila euro.

Il Direttore generale dell’Associazione bancaria italiana Giovanni Sabatini è stato chiaro: ampliamo il raggio dell’autocertificazione da parte di chi chiede il finanziamento, assicurando nel contempo una tutela penale per il personale della banca che, per ragioni di tempo ma anche per gli effetti della pandemia, non si trova nelle condizioni migliori per valutare il “merito creditizio”.

Autocertificazione allargata e scudo penale per i dipendenti della banca, almeno fino a quando non viene superata l’emergenza in atto.

Stante l’attuale formulazione del Decreto liquidità, la garanzia pubblica è totale per finanziamenti fino a 25mila  euro, mentre fra il 70 e 90% per cifre superiori.

Pratica operativa

Posto che il 99% delle imprese, ditte individuali, artigiani o comunque piccole e medie imprese sono ampiamente conosciute dal circuito del credito, trattandosi di imprenditori operanti da anni sul territorio, non sussistono pertanto particolari difficoltà per procedere con la necessaria celerità che la grave situazione di emergenza richiede.

Voglio ricordare che l’aiuto economico previsto dal Decreto liquidità n.23/2020 con totale o parziale garanzia pubblica, riguarda un prestito da restituire nell’arco di sei anni (72 rate).

Ora, a fattor comune dei diversi step previsti dal decreto in  parola, il ruolo della banca dovrà essere quello di accertarsi della persona che ha di fronte e che ha richiesto il finanziamento.

Fatta pertanto l’Adeguata verifica nel modo più compiuto possibile ai fini della disciplina antiriciclaggio, se ho di fronte l’amministratore di un’attività economica che fino al giorno prima del disposto confinamento (lockdown), operava normalmente con regolari dipendenti, sviluppava fatturato e produceva utili, faccio fatica a comprendere quali possano essere le controindicazioni per una istruttoria rapida della richiesta.

Controllo di merito

Superata la fase della erogazione, al pari di un  qualunque affidamento, la banca avrà l’onere di verificare il corretto utilizzo della provvista. In pratica, dovrà verificare che le risorse vengano impiegate per pagare i fornitori, il personale dipendente ed i costi strumentali per l’esercizio dell’attività economica (affitti capannoni, rate di leasing, ammortamenti, mutui etc.), possibilmente sempre con modalità tracciabili.

Prelievi di denaro contante non giustificati dal tipo di attività economica esercitata, disposizione di bonifici a favore di soggetti estranei all’impresa devono indurre l’intermediario a valutare l’inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta.

Variazioni del capitale dell’impresa

Una ulteriore attenzione da parte dell’intermediario finanziario riguarda la verifica di eventuali metamorfosi della compagini societarie – soprattutto se trattasi di aziende operanti nel settore dell’edilizia e del turismo – con apporto di capitali freschi. Potrebbe trattarsi di sostituzioni di vecchi soci con nuove partecipazioni ovvero l’arrivo di nuovi soci per un aumento di capitale.

In ambo i casi, bisogna cercare di comprendere il profilo soggettivo dei nuovi arrivati, l’ammontare e le modalità del finanziamento onde meglio capire, per quanto possibile, la liceità delle provviste. In queste situazioni potrebbero individuarsi potenziali teste di legno o prestanomi, rendendo ancora più difficile la valutazione.

In questa lettura, non deve sfuggire l’importanza circa la corretta individuazione del titolare effettivo che, evidentemente, potrebbe cambiare.

Se, per effetto delle lungaggini burocratiche legate alla istruttoria per la concessione del finanziamento, la criminalità organizzata potrebbe effettivamente arrivare prima, entrando in modo subdolo nel capitale dell’azienda.

Il vero rischio, a mio avviso è questo e per tali ragioni bisogna accelerare al massimo l’intervento pubblico.

Fate presto!

 

 

2 Commenti

  1. Per quanto riguarda il controllo di merito, quindi il corretto utilizzo della provvista per il pagamento ad es. dei fornitori, dipendenti etc. credo sia indispensabile l’accensione di conti dedicati, affinché anche la banca e le autorità preposte alle verifiche, possano verificare la reale destinazione della liquidità

  2. Innanzitutto qui parliamo di prestito e non di “fondo perduto”. Detto questo, il controllo circa il corretto utilizzo della provvista è possibile farlo senza il ricorso al “conto dedicato” (previsto per gli appalti pubblici di cui alla legge 136/2010), essendo sufficiente allo scopo ilo solo conto aziendale. Questo, evidentemente, in un contesto di estrema necessità di battere i tempi e ridurre la burocrazia a tutto vantaggio delle imprese.
    In ogni caso, per azzerare la burocrazia, a mio avviso, bisogna accogliere la proposta del DG dell’Abi, di cui parlo nell’articolo – autocertificazione allargata e Scudo penale sul merito creditizio per importi fino a 100mila euro.
    Cordialità
    gf

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