LOTTA AL RICICLAGGIO: Diciamoci tutto!

Lotta al riciclaggio
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LOTTA AL RICICLAGGIO: Diciamoci tutto!

 

Con il Comunicato n.115 dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’economia e finanze, è stato diramato un recente studio del Comitato di Sicurezza Finanziaria che ha valutato i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in Italia per il periodo 2014/2018.

Tutti promossi, funziona tutto e nulla da segnalare!

Nella realtà, se si considera il livello di infiltrazione della criminalità organizzata in tutte le Regioni italiane, la pervasività del fenomeno del riciclaggio nella economia legale – soprattutto se ci riferiamo al mondo delle frodi fiscali e false fatturazioni, all’allarme corruzione nella pubblica amministrazione, alla commistione fra economia e politica che le cronache giudiziarie ci ricordano con cadenza quasi quotidiana, la situazione non mi pare particolarmente tranquilla.

Al netto dell’autonoma convinzione che ognuno di noi può trarre leggendo la relazione, penso che qualche intervento per migliorare la situazione nel suo complesso sia, non solo doverosa, ma utile per il funzionamento dell’intero dispositivo di contrasto.

L’ho detto più volte e l’occasione appare propizia per ricordarlo:

·       Flusso di ritorno delle informazioni – feedback – (art.41, 2° comma, D.lgs 231/07) Garantire l’applicazione della norma anche per consentire agli intermediari o professionisti interessati (segnalanti), di gestire al meglio le stesse posizioni, con particolare riferimento alla esigenza di assicurare la c.d. verifica rafforzata (ahimè sine die);

·       Consentire, allo scadere di un adeguato lasso di tempo dalla data dell’inoltro della Sos – si può immaginare un paio di anni – in assenza di riscontri che confermino i sospetti iniziali – sovente inesistenti e caratterizzati unicamente dal terrore di sanzioni che ahimè vive la periferia – la possibilità di riportare in bonis la posizione, sospendendo la reiterazione infinita della periodica verifica rafforzata;

·       Sospensione dell’operazione, richiamando con forza la procedura oggi prevista, di fatto desueta. Si tratta di un’attività fondamentale per migliorare il vigente dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata. L’esperienza che ho maturato a Napoli, in occasione di una giornata di Formazione antiriciclaggio di una platea particolare (Dia, Ros, Gico e Criminal pool) è emblematica – https://www.giovannifalcone.it/antiriciclaggio__una_storia/

·       Quadro sanzionatorio – Valutazione critica e oggettiva organi di vigilanza – L’esame di merito, oggettivo dei rilievi mossi dagli organi di polizia giudiziaria sul territorio – in primis della Guardia di finanza – potrebbero servire a migliorare il rapporto di collaborazione fra il centro e la periferia, uscendo dal clima di terrore oggi esistente. Non basta più applicare il metodo del “copia & incolla” da parte degli organi centrali che sposano in pieno e senza alcuna valutazione critica le contestazioni formulate in periferia. Tragedie di questa portata sono inaccettabili: https://www.giovannifalcone.it/antiriciclaggio-innocente/

·       Riciclaggio da Evasione fiscale – Un intervento definitivo da parte della Banca d’Italia, del Mef o chiunque altro in grado di spiegare che i soggetti obbligati alla “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco o finanziamento del terrorismo,  non sono deputati al contrasto della evasione fiscale, incombenza questa, notoriamente devoluta all’Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza. Il riciclaggio da evasione fiscale, quale reato presupposto, scatta al superamento di determinate soglie di rilevanza penale e quindi di danno erariale in termini di imposta sottratta su base annua – ex art.4 e 5 del D.lgs 74/2000;

.      Best practice per posizioni già segnalate – Nessuno parla, tutti zitti per una situazione a dir poco incandescente https://www.giovannifalcone.it/21414-2/

Mi fermo qua per non apparite troppo prolisso!

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