Mps & Verifica di compliance: Il paradosso dell’antiriciclaggio!

Antiriciclaggio: Verifica di compliance
Antiriciclaggio: Verifica di compliance

Mps & Verifica di compliance: Il paradosso dell’antiriciclaggio!

 

Limitandoci a commentare i fatti ed episodi degli ultimi anni della banca più antica del nostro Paese, partiamo dal rafforzamento patrimoniale da 5,4 miliardi di euro, ad opera del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, nel 2017, divenne il primo azionista di Monte Paschi di Siena. Con questa operazione, si disse, comincia un radicale processo di rinnovamento orientato all’innovazione, alla razionalizzazione delle risorse riportando il cliente al centro della propria attività.

In pratica, dopo qualche tentativo non riuscito di ricapitalizzare la banca, la soluzione ultima per salvare il salvabile, fu quella di rivolgersi allo Stato per la necessaria immissione di ossigeno (liquidità), ed assicurare la sopravvivenza della banca.

L’impegno pubblico, come ho detto prima, era orientato all’innovazione ed alla razionalizzazione dei costi, come sempre avviene nelle barche che affondano, riportando il cliente, si disse “al centro della propria attività”.

L’aver svolto una parte attiva nella compravendita dei diamanti e la conseguente truffa in danno di migliaia di risparmiatori, che ha determinato una sanzione amministrativa da parte dell’Autorità Garante per le Comunicazioni per due milioni di euro conferma che il “cliente è stato messo al centro” , esattamente come per un pollo da spennare https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2017/10/alias-8980.

Della vicenda, si è in attesa anche del giudizio penale da parte della Procura della Repubblica di Milano che ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per truffa, ostacolo alla vigilanza e autoriciclaggio per 105 fra dirigenti e funzionari di tutte le banche coinvolte (Bpm, Intesa e UniCredit).

Verifica di compliance “Antiriciclaggio”

Della vicenda truffaldina della storia dei diamanti, ne ha recentemente parlato la nota trasmissione televisiva “Report”, commentando fra l’altro, anche la vicenda personale di un Dirigente della Banca d’Italia1 che, dall’interno della Vigilanza bancaria, aveva denunciato alcune commistioni in ordine all’operato dei vertici dell’Istituto senese.

Dopo questa trasmissione televisiva, appena il giorno successivo, ha risposto la Banca d’Italia, spiegando a suo modo, la sostanziale correttezza dell’istituto di vigilanza centrale – https://www.giovannifalcone.it/banca-ditalia-difesa-dufficio/

Nel corpo di questa “difesa d’ufficio”, redatta dalla Banca d’Italia si dice peraltro che, nel 2018, è stata fatta una ispezione antiriciclaggio nei confronti del Monte Paschi di Siena.

L’attività ispettiva svolta, ha consentito di rilevare gravi criticità in materia di antiriciclaggio che, riprendendo le parole usate dalla stessa Banca d’Italia, dal punto di vista tecnico, le contestazioni hanno riguardato carenze negli obblighi di adeguata verifica della clientela, di individuazione del titolare effettivo e di collaborazione attiva”.

La verifica di cui parliamo, si è conclusa con giudizio complessivo “parzialmente sfavorevole”.

La procedura si è conclusa nel dicembre 2019 con l’irrogazione nei confronti di Banca MPS di una significativa sanzione pecuniaria (1,3 milioni di euro).

Insomma, forse per la prima volta in Italia abbiamo assistito che la Banca d’Italia mette in discussione e sanziona l’operato del Ministero dell’economia e delle finanze.

Conclusioni

Il paradosso emerso da questa vicenda è che, quando il nostro Stato entra nel capitale di una banca, fino ad acquisirne il controllo per la quasi totalità, alla innovazione e razionalizzazione dei costi, con al centro il cliente, organizzando una bella truffa per come abbiamo visto, senza preoccuparsi poi  di verificare l’adeguamento della compliance ed i risultati sono questi, paradossali per l’appunto.

Mi auguro che la vicenda Mps, ovvero l’esito dell’attività ispettiva svolta, vengano poste a base per occasioni similari – sia con riferimento a commissariamenti di istituti di credito o ancora di più quando si entra nel capitale, influendo in modo decisivo e determinante in termini di gestione. A voler cercare qualcosa di analogo alla data di oggi, possiamo pensare alla Banca Popolare di Bari – che conosco bene, avendoci lavorato nella specifica funzione di Responsabile Aziendale Antiriciclaggio, senza peraltro prendere mai un rilievo in ben cinque ispezioni antiriciclaggio da parte dell’allora Uic – per circa otto anni.

Ci dobbiamo chiedere: dovesse partire analoga ispezione in Bpb, troveremmo analoghe criticità?

E’ normale tutto questo?

Mi sfugge qualcosa!

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1 Dr. Carlo Bertini, sospeso dalle funzioni e dallo stipendio

1 Comment

  1. L’organismo di vigilanza della Banca d’Italia (Uif) ha sanzionato il Ministero dell’economia e finanze in quanto titolare per circa il 70% del capitale di Mps, per aver rilevato alcune criticità in materia di antiriciclaggio..
    In pratica è successo che il Mef, che ha acquisito il controllo della più antica banca del mondo nell’anno 2017, nel 2019, a seguito di una ispezione, ha irrogato una sanzione amministrativa di 1,3 milioni di euro.
    Qualcosa non ha funzionato nella Governance adottata dal Ministero nella gestione delle criticità Mps?

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