Mutuo prima casa, nuove agevolazioni promesse dal Governo Draghi. In particolare, tratteremo le disposizioni presenti nel decreto Sostegni bis. Nel merito agli aiuti disposti in favore dei giovani che decidono di affrontare le spese per l’acquisto della prima casa.

Intanto, nel decreto sono state previste risorse aggiuntive da far confluire nel Fondo di garanzia mutui prima casa coordinato dalla Consap. Attraverso cui si punta ad assicurare l’80% come garanzia di Stato a tutti coloro che si attivano per la stipula di un mutuo per l’acquisto della prima abitazione.

Sappi che se hai meno di 36 anni in presenza o meno di un mutuo, potrai richiedere l’annullamento delle tasse da versare.

Occorre, sottolineare, che le agevolazioni sono compatibili con le altre misure operative per l’acquisto della prima casa. Ecco, perché si possono scaricare i costi legali al mutuo, attraverso una detrazione IRPEF pari al 19% e richiedere la riduzione nel pagamento delle imposte.

Senza tralasciare che se hai già sottoscritto un mutuo prima casa e sei in possesso dei requisiti e condizioni previsti dalla normativa, puoi richiede l’attivazione della sospensione delle rate 2021.

Chi può richiedere un mutuo prima casa?

Nel decreto Sostegni bis sono contenute diverse disposizioni, tra cui anche gli aiuti diretti a favore di chi intende procedere con l’acquisto della prima casa. In particolare, si tratta di misure indirizzate per i giovani, ossia per i contribuenti con 36 anni di età anagrafica.

Lo stanziamento di risorse aggiuntive da far confluire nel Fondo di garanzia mutui prima casa coordinato dalla Consap, ha permesso di poter distribuire un’agevolazione a favore dei mutui prima casa. Nello specifico, un beneficio rivolto ai cittadini il cui reddito prodotto dall’Indicatore ISEE non risulti maggiore del valore massimo di 40.000 euro. 

I giovani 36enni possono utilizzare la garanzia di Stato per procedere con la stipula del contratto di mutuo per l’acquisto della prima casa. Un’agevolazione che consente di ottenere una garanzia che copre l’80% del mutuo partendo dal prezzo dell’abitazione come stabilita nel tariffario degli immobili. In ogni caso, non bisogna superare il valore massimo fissato in 250.000 euro.

I criteri che determinato l’accesso al beneficio previsto per il mutuo prima casa, sono:

  • in presenza di un’età anagrafica che risulti essere inferiore a 36 anni;
  • in presenza di un reddito prodotto dall’indicatore ISEE che non superi la soglia del valore pari a 40.000 euro all’anno.

C’è da dire che inizialmente la garanzia di Stato doveva raggiungere una percentuale del 100%. Tale da consentire l’omesso pagamento dell’anticipo per la stipula del mutuo. Poi, nella fase conclusiva il provvedimento è stato aggiustato e fissato nella percentuale dell’80%. 

Cosa copre il mutuo prima casa under 36?

Si tratta di una serie di agevolazione dirette agli under 36, tra cui è presente anche la possibilità di ottenere uno sgravio fiscale completo applicato sull’acquisto della prima casa in presenza o meno di un contratto di mutuo.

Per poter accedere a queste particolari condizioni, regolamentate dall’articolo 28 del decreto Sostegni bis, occorre avere un’età anagrafica inferiore ai 36 anni di età. Inoltre, come altro requisito allacciato a questa particolare agevolazione determinante per non perdere il beneficio, è dato dalla presenza dell’acquisto di un immobile prima casa rientrante nella categoria catastale A. Esclusi dal privilegio gli immobili di lusso, ossi riferiti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Si consiglia la visione del video Youtube di Giorgio Pecorari che illustra case e immobili: mutui prima casa per i giovani.

Quando si applicano le agevolazioni mutuo prima casa a tutti?

In assenza dei requisiti innanzi descritti è possibile accedere alle altre agevolazioni disposte per chi supera l’età di 36 anni. 

Infatti, nei paragrafi precedenti abbiamo spiegato le misure straordinarie, ma sono applicabili delle agevolazioni sull’acquisto prima casa a favore di tutti i cittadini senza la presenza del reddito prodotto attraverso l’indicatore ISEE o limiti anagrafici.

In particolare, le spese del mutuo per la prima abitazione rientrano nelle spese detraibili, scaricabili con una detrazione IRPEF pari al 19%. Mentre, per il discorso delle tasse non viene applicato la cancellazione completa, ma è possibile richiedere uno sconto sul pagamento delle imposte. In ogni caso, va fatta una piccola distinzione tra le agevolazioni riferite alle tasse che vengono considerate sulla prima casa e risultano alquanto diverse in base al soggetto che procede all’acquisto.

Nel caso di vendita operata da una ditta soggetta ad IVA viene applicata un’agevolazione sull’aliquota che dal 10% passa al 4%. In questa ipotesi le imposte riferite a registro, ipoteca e catastali si aggirano intorno ai 200 euro cadauna.    

In presenza di una vendita non soggetta ad IVA le imposte relative all’ipoteca e al catasto si aggirano intorno ai 50 euro, mentre l’imposta di registro subisce una riduzione dell’aliquota che dal 9% passa al 2%.

Dove viene indicato il riferimento di “prima casa”?

Tutti i benefici innanzi descritti vengono applicati in presenza dell’acquisto di una prima abitazione. A questo punto, dovremmo capire quali sono i criteri fissati dalla normativa sulla definizione di prima casa. 

Per non perdere i benefici delle agevolazioni connesse alla prima casa, occorre che l’acquisto dell’abitazione sia riferito alla zona di pertinenza lavorativa o dello svolgimento connesso all’attività lavorativa non a pagamento, come ad esempio può essere lo studio.  In assenza di questi requisiti, il proprietario dispone di un periodo temporale di 18 mesi per attivarsi nel trasferimento della residenza.

Le agevolazioni prima casa vengono riconosciute sugli immobili appartenenti alla categoria catastale AEsclusi dai benefici innanzi descritti gli immobili di lusso, ossia le case di lusso che rientrano nella categoria A/1, A/8 e A/9. È possibile richiedere le agevolazioni per le strutture riferite alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, se connesse alla prima casa, ossia all’abitazione principale.

Perché servono tanti documenti per stipulare un mutuo prima casa?

Tutto il pacchetto delle agevolazioni sugli immobili prima casa, sia riferito a quelle per gli under 36 che quelle generali seguono un percorso legato alla sottoscrizione di un mutuo, anche in presenza di un pagamento liquidato in un’unica soluzione.

I documenti per la stipula di un contratto di mutuo prima casa non sono pochi, si parte con la trafila dei documenti personali sino a quelli inerenti all’immobile che si intende acquistare.

Ecco, perché alla richiesta del mutuo va allegata la planimetria catastale con la relativa proposta di acquisto. In presenza di nuove costruzioni va esibita anche la concessione edilizia.

Un riassunto dei documenti principali da allegare alla domanda, quali:

  • documenti personali, carta d’identità, codice fiscale. Eventuale presenza di ulteriori certificati, come: matrimonio, separazione, nonché divorzio;
  • documenti richiesti dalla banca per il controllo della disponibilità economica. In particolare, per i lavoratori dipendenti vengono richiesti le copie degli ultimi due stipendi riferiti alle buste paghe, con l’aggiunta della presentazione del modello 730. Per i lavoratori autonomi vengono richiesti le copie dei modelli dei redditi persone fisiche PF, nonché il modello F24.

Sospensione rate mutuo 2021

Per chi ha già avviato un mutuo in presenza dei criteri e condizioni previsti dalla normativa, può agganciarsi alle disposizioni presenti nel decreto Sostegni bis sulla sospensione delle rate da pagare. Infatti, attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive nel Fondo di solidarietà mutui prima casa gestito dalla Consap, è presente la possibilità per i proprietari degli immobili con stipula di mutuo già avvenuta di richiedere la sospensione delle rate 2021.

Non si tratta di una sospensione automatica, ma conseguente all’esibizione di un’apposita istanza in presenza dei requisiti previsti dalla normativa.

In particolare, possono presentare la richiesta per la sospensione delle rate 2021 i proprietari che rientrano in determinate condizioni, tra cui:

  • in presenza di perdita del lavoro in seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19;
  • in presenza di una riduzione del lavoro, per un minimo del 20% sulle ore totale e un minimo di 30 giorni continui;
  • in presenza di una sospensione del lavoro o dell’attività lavorativa per un minimo di 30 giorni continui;
  • in presenza di un’invalidità certificata nella percentuale dall’80%;
  • in presenza di una perdita di fatturato minima del 33% per le partite IVA;
  • in presenza di altre sospensioni riferite a rate di mutuo di non oltre 18 mesi, ma con pagamento delle rate dovute da circa 3 mesi.

Con un mutuo cointestato uno dei titolari deve rientrare nei criteri innanzi descritti. Infine, la sospensione è applicabile per mutui prima casa del valore massimo di non oltre 400.000 euro.