Nessun obbligo antiriciclaggio per l’apertura della partita Iva (non sono d’accordo!)

Antiriciclaggio, Obblighi, partita Iva
Antiriciclaggio, Obblighi, partita Iva
Print Friendly, PDF & Email

Nessun obbligo antiriciclaggio per l’apertura della partita Iva (non sono d’accordo!)

 

Un dottore commercialista, che riceve il solo incarico di aprire una partita Iva, e quindi provvede alla sola trasmissione telematica del Modello AA7 o AA9, è tenuto agli obblighi antiriciclaggio (identificazione del titolare effettivo e valutazione del rischio, eccetera)?

Inoltre, per la tenuta della contabilità in studio, si può indicare come valore della prestazione “indeterminato” o “indeterminabile”, stante l’impossibilità di stabilire a priori un valore specifico, a causa della numerosa mole di pratiche collaterali e connesse alla contabilità, quali variazioni di attività all’agenzia delle Entrate, al Registro imprese, all’Inps, eccetera?

Oppure occorre di volta in volta aggiornare il fascicolo anche per una semplice pratica di comunicazione unica, con il rispettivo valore della prestazione?

F.C. – Sassari

R I S P O S T A

In relazione al primo punto, si osserva che l’articolo 17, comma 7, del D.lgs 231/2007, come modificato dal D.lgs 90/2017, prevede espressamente che <<gli obblighi di adeguata verifica della clientela non si osservano in relazione allo svolgimento dell’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti dagli obblighi fiscali (…)>>.

Ne consegue che il mero incarico di aprire una partita Iva, ed il successivo invio telematico della documentazione richiesta, non sia soggetto agli obblighi antiriciclaggio.

Con riferimento alla seconda domanda, appare corretta la qualifica di prestazione indeterminabile se la prestazione richiesta non ha una quantificazione ab origine.

Nel caso in esame, pare che le prestazioni del commercialista siano quantificabili: pertanto, è consigliabile indicare come valore quello indicato nella parcella/preventivo sottoposto al cliente al momento del conferimento dell’incarico.

DAL SOLE 24 ORE DEL 15 LUGLIO 2019

=========

P.S. Sempre a titolo personale, non riesco a capire se trattasi di una risposta lunare oppure una risposta fornita da extraterrestri.

Quando il comma 7 dell’art.17 del decreto parla di esonero dagli obblighi in presenza di “mera redazione e trasmissione di dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali” ho ragione di pensare che si riferisca a persone fisiche. Cioè persone, lavoratori dipendenti o quant’altro che non hanno un’attività economica sottostante (struttura, mezzi, personale dipendenti, magazzini etc.).

Nel caso di specie, parliamo dell’apertura di una Partita Iva e quindi di un’attività economica (ditta individuale, società di persone, di capitali non è dato sapere dal quesito), trattandosi pertanto di un’attività che, fra l’altro, emette e riceve delle fatture e quindi titolare di una contabilità (libro giornale, registro fatture attive/passive, registro beni ammortizzabili, bilanci etc.).

La domanda naturale che mi verrebbe da fare ai signori “esperti” che hanno risposto al quesito è questa:

1.    Avete idea di quanti danni si possono fare e materialmente si fanno abitualmente con la disponibilità di una partita Iva?

2.  Possiamo pensare alle frodi carosello, alle fatturazioni infragruppo, alle attività di copertura, alle sotto o sovra fatturazioni import-export, ai rapporti con Paesi a rischio, alla corruzione nella Pubblica amministrazione, agli appalti pubblici, alle truffe alla Pubblica amministrazione e chissà cos’altro ancora?

3.  Non ho parole: mi arrendo!

Commenta per primo

Lascia un commento