Occultamento scritture contabili: Stretta della Cassazione!

Occultamento e distruzione scritture contabili

Occultamento scritture contabili: Stretta della Cassazione!

 

 Nell’ottica delle migliori intenzioni perseguibili, nel mentre il legislatore, con la legge di bilancio dell’anno corrente,  ha impedito ai pensionati di accedere al regime forfettario nella sciagurata ipotesi avessero pensato di aprire una partita Iva, la Cassazione, con la recente sentenza n.166 del 7 gennaio u.s., ha fatto di più e meglio.

Gli Ermellini sono intervenuti per dire che in presenza di verifiche fiscali operate sul nulla, causa l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili, è comunque possibile operare il sequestro e la confisca dei tributi evasi e dei profitti illeciti conseguiti,  in aggiunta ovviamente alle misure cautelari in danno dell’imprenditore malandrino.

Occultare o distruggere le scritture contabili per ostacolare l’accertamento del reale volume di affari può costare caro o comunque più caro che in passato, con il carcere fino a sei anni e il sequestro preventivo verifica durante, fino ad arrivare alla confisca per equivalente.

Quello che è interessante sottolineare è che la suprema Corte ha sottolineato l’esigenza affinché, per la determinazione del quantum sottratto all’erario, siano state seguite strade alternative come quello dei controlli incrociati presso i clienti, attraverso le quali siano state rinvenute fatture emesse dallo stesso contribuente.

Sembra comprendere che il quantum dell’imponibile non dichiarato o comunque non sottoposto ad alcuna verifica fiscale per effetto dell’occultamento o distruzione delle scritture contabili obbligatorie e quindi della relativa imposta da versare all’amministrazione finanziaria, non sia determinabile in modo induttivo, ma deve basarsi su elementi certi e riscontrabili.

Esame di legittimità 

L’ordinanza impugnata deve essere pertanto annullata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Vicenza, che si atterrà al seguente principio di diritto: nel delitto previsto dall’art. 10 d.lgs. 74/2000, allorquando l’importo dell’evasione sia stato aliunde determinato, è configurabile il profitto del reato, suscettibile di confisca, anche per equivalente, e di sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321, comma 2 bis, cod. proc. pen., con riguardo al tributo evaso e ad eventuali sanzioni ed interessi maturati sino al momento dell’occultamento o distruzione delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, trattandosi di risparmio di spesa che costituisce vantaggio economico immediato e diretto della condotta illecita tenuta.

Tempi duri per gli evasori!

 

 

 

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