Ottimizzazione fiscale: i rischi del commercialista!

Ottimizzazione
Ottimizzazione

Esterovestizione fiscale: commercialista intercettato fornisce la prova del reato!

 

La vicenda che sto per raccontare riguarda la storia di un commercialista che, telefonicamente,  fornisce alcuni consigli  molto utili per il cliente ma scarsamente leciti, su come muoversi nel campo di una “estero vestizione”, finalizzata a perpetrare una ingente evasione fiscale in danno dell’erario.

La storia mi ricorda quando verso gli inizi degli anni ’80, in terra di Calabria, facevo il finanziere e notificammo al Direttore di una banca una indagine patrimoniale nel confronti di un noto personaggio legato alla criminalità organizzata calabrese. Con riserva di fornirci le informazioni richieste lo stesso funzionario di banca, telefonò subito al cliente informandolo dell’arrivo della pattuglia della Guardia di finanza e dell’oggetto della richiesta: nel giro di un quarto d’ora l’indagato si presentò subito in banca per prelevare il “malloppo” ma ivi trovò la stessa pattuglia di prima che, informata della vicenda da una “intercettazione telefonica” appena acquisita arrestò cliente e direttore.

Morale: certe confidenze sono pericolose ma poi, farle a telefono diventano una bomba.

La circostanza si è grosso modo ripetuta nel nostro caso quando, il nostro evasore fiscale veniva telefonicamente istruito da commercialista sulle modalità di gestione della provvista detenuta all’estero fra un paradiso fiscale all’altro.

E cosi, in data 3 agosto 2017, il Tribunale di Milano respinse la richiesta di riesame formulata dalla difesa di Gallotti Maurizio – indagato in relazione alla violazione dell’art. 11 del dlgs n. 74 del 2000 per avere sottratto al pagamento delle imposte sul reddito e sul valore aggiunti la somma di euro 2.000000,00, da lui detenuta in attività finanziarie non dichiarate allocate all’estero, compiendo azioni tese al trasferimento di esse presso un conto corrente acceso presso un istituto di crediti di Dubai, rendendo in tale modo inefficace ogni forma di riscossione delle ‘imposte evase – avverso il decreto di sequestro preventivo emesso, sino alla concorrenza della somma di euro 1.293.170,00, dei beni, mobili ed immobili, intestati al richiedente ed alla di lui moglie.

Con la sentenza di Cassazione n.14007 del 26 marzo 2018, adita dall’indagato, cassate le restante motivazioni caratterizzanti il ricorso è stata sottolineata la validità delle informazioni acquisite nel corso dell’attività investigativa, avuto riguardo alle intercettazioni telefoniche operate sulla utenza dello studio del commercialista superando ogni sorta di incertezza ed interpretazione. A proposito del segreto professionale si è detto che il divieto sussiste ed è operativo quando le conversazioni o le comunicazioni intercettate siano pertinenti all’attività  professionale svolta dai soggetti indicati nell’art. 200, comma primo, cod. proc. pen. e riguardino, di conseguenza, fatti conosciuti in ragione della professione da questi esercitata (Corte di cassazione, Sezione V penale, 19  aprile 2013, n. 17979); come, infatti, la Corte ha ulteriormente precisato, in materia di intercettazioni, il divieto di utilizzazione stabilito dall’art. 271,  comma secondo, cod. proc. pen., non sussiste quando le conversazioni o le comunicazioni intercettate non siano pertinenti all’attività professionale svolta  dalle persone indicate nell’art. 200, comma primo, cod. proc. pen., e non riguardino di conseguenza fatti conosciuti per ragione della professione dalle stesse esercitata (Corte di cassazione, Sezione VI penale, 5 maggio 2015, n. 18638; Sezione VI penale, 18 gennaio 2008, n. 2951).

Nel caso di specie le intercettazioni eseguite, lungi dal riguardare  l’attività professionale svolta dal commercialista dell’indagato e riferita alla  cura degli interessi patrimoniali di quest’ultimo, avevano ad oggetto  un’attività in sé illecita, tale evidentemente da esulare rispetto ai limiti dello svolgimento di una incarico professionale, il quale presuppone, ove non si voglia cadere nell’insanabile contraddizione logica di ritenere tutelato dall’ordinamento lo svolgimento di un’attività criminosa, la piena liceità della condotta tenuta.

Poiché, invece, nel caso che interessa i contenuti delle intercettazioni in questione erano afferenti alle indicazioni fornite dal Rebecchi al Gallotti sulle modalità di perpetrazione del delitto in provvisoria contestazione, è di tutta evidenza come esse, essendo indubbiamente esuberanti rispetto al corretto esercizio di un incarico professionale o, comunque, esulando rispetto ai limiti della lecita attività professionale, non possano essere protette dalle guarentigie di cui all’art. 271, comma 2, cod. proc. pen.

Né ha un qualche rilievo, ai fini della utilizzabilità delle intercettazioni operate a carico di del commercialista, il fatto che il Gallotti non sia indagato in concorso con il Rebecchi, atteso che in tema di intercettazione di conversazioni, ai fini del divieto di utilizzazione previsto dall’art. 270, comma primo, cod. proc. pen., nel concetto di “diverso procedimento” non rientrano solo le indagini strettamente connesse e collegate sotto il profilo oggettivo, probatorio e finalistico al reato alla cui definizione il mezzo di ricerca della prova viene predisposto, né tale nozione equivale a quella di “diverso reato”, sicché la diversità del procedimento deve essere intesa in senso sostanziale, non collegabile al dato puramente formale del numero di iscrizione nel registro delle notizie di reato (Corte di cassazione, Sezione III penale, 18 dicembre 2014, n. 52503).

Nel caso di specie, emerge chiaramente la esistenza di una spiccata connessione investigativa ove si rifletta sulla circostanza che le condotte attribuite al Gallotti sono emerse a seguito, appunto, delle indagini volte alla verifica della liceità penale delle metodiche operative che il ricordato commercialista Rebecchi suggeriva ai propri clienti al fine di fornire quelli che, con singolare ma significativo eufemismo, l’ordinanza impugnata riferisce essere definiti “servizi di cosiddetta ottimizzazione fiscale”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento