Paesi ad alto rischio: Cautele e suggerimenti!

Riciclaggio: Paesi ad alto rischio
Riciclaggio: Paesi ad alto rischio

Paesi ad alto rischio: Cautele e suggerimenti!

 

Direttiva 2015/843, Articolo 18 bis: 1. Per quanto riguarda i rapporti d’affari o le operazioni che coinvolgono paesi terzi ad alto rischio identificati a norma dell’articolo 9, paragrafo 2, gli Stati membri prescrivono che i soggetti obbligati applichino le seguenti misure rafforzate di adeguata verifica della clientela:

a) ottenere informazioni supplementari sul cliente e sul titolare effettivo (o i titolari effettivi);

b) ottenere informazioni supplementari sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto d’affari;

c) ottenere informazioni sull’origine dei fondi e del patrimonio del cliente e del titolare effettivo (o i titolari effettivi);

d) ottenere informazioni sulle motivazioni delle operazioni previste o eseguite;

e) ottenere l’approvazione dell’alta dirigenza per l’instaurazione o la prosecuzione del rapporto d’affari;

f) svolgere un controllo rafforzato del rapporto d’affari, aumentando il numero e la frequenza dei controlli effettuati e selezionando gli schemi di operazione che richiedono un ulteriore esame. Gli Stati membri possono prescrivere che i soggetti obbligati garantiscano, se del caso, che il primo pagamento sia eseguito mediante un conto intestato al cliente presso un ente creditizio soggetto alle norme di adeguata verifica della clientela che non sono meno rigorose di quelle previste nella presente direttiva.

Oltre alle misure di cui al paragrafo che precede e nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Unione, gli Stati membri prescrivono che i soggetti obbligati applichino, se del caso, una o più misure di mitigazione supplementari alle persone fisiche o ai soggetti giuridici che effettuano operazioni che coinvolgono paesi terzi ad alto rischio identificati a norma dell’articolo 9, paragrafo 2.

Tali misure comprendono una o più delle seguenti misure:

a) l’applicazione di elementi supplementari per quanto concerne le misure rafforzate di adeguata verifica;

b) l’introduzione di pertinenti meccanismi di segnalazione rafforzati o la segnalazione sistematica delle operazioni finanziarie;

c) la limitazione di rapporti d’affari o le operazioni con persone fisiche o soggetti giuridici dei paesi terzi identificati come paesi terzi ad alto rischio a norma dell’articolo 9, paragrafo 2.

Oltre alle misure di cui al paragrafo 1, gli Stati membri applicano, se del caso, una o più delle seguenti misure per quanto riguarda i paesi terzi ad alto rischio identificati a norma dell’articolo 9, paragrafo 2, conformemente agli obblighi internazionali dell’Unione:

a) rifiutare la costituzione di filiazioni o succursali o uffici di rappresentanza di soggetti obbligati del paese interessato, o comunque considerare il fatto che il soggetto obbligato interessato proviene da un paese che non dispone di adeguati regimi AML/CFT;

b) vietare la costituzione, da parte di soggetti obbligati, di succursali o uffici di rappresentanza nel paese interessato, o comunque considerare il fatto che la succursale o l’ufficio di rappresentanza in questione si troverebbe in un paese che non dispone di adeguati regimi AML/CFT;

c) prescrivere una maggiore vigilanza o obblighi più severi di revisione contabile esterna per le succursali e le filiazioni dei soggetti obbligati aventi sede nel paese in questione;

d) prescrivere obblighi più severi di revisione contabile esterna per i gruppi finanziari in relazione alle loro succursali e filiazioni situate nel paese in questione;

e) prescrivere che gli enti creditizi e gli istituti finanziari rivedano e modifichino o, se del caso, cessino i relativi rapporti con gli enti rispondenti nel paese interessato.

Nell’adottare o nell’applicare le misure di cui ai paragrafi che precedono, gli Stati membri tengono conto, se del caso, delle pertinenti valutazioni o relazioni elaborate da organizzazioni ed enti di normazione internazionali con competenze nel campo della prevenzione del riciclaggio di denaro e del contrasto al finanziamento del terrorismo riguardo ai rischi presentati dai singoli paesi terzi.

Gli Stati membri informano la Commissione prima di adottare o applicare le misure di cui ai paragrafi anzidfetti:

a. in un aumento della quantità delle informazioni, ad esempio approfondendo il profilo reputazionale del cliente e del titolare effettivo attraverso l’acquisizione di informazioni, eventualmente presenti anche sui media, in merito ai membri della famiglia, sui soggetti che intrattengono stretti rapporti d’affari, sulle attività commerciali pregresse e attuali;

b. nell’innalzamento della qualità delle informazioni ottenute a conferma dell’identità del cliente o del titolare effettivo. In tale ambito, l’EBA suggerisce ad esempio, che la costituzione della prima provvista sul conto avvenga mediante disposizione di bonifico impartita ad una banca soggetta agli standard previsti dalla Direttiva 2015/849, oppure mediante l’analisi documentata di fondi e delle consistenze patrimoniali del cliente e del titolare effettivo tramite l’acquisizione di documenti fiscali (fatture), dichiarazioni dei redditi, buste paga, atti pubblici di acquisto o vendita, etc;

c. nella maggiore frequenza delle attività di verifica della capacità dell’intermediario di gestire il rischio associato a un determinato rapporto continuativo e decidere, dunque, se porre fine alla relazione o mantenerla in essere.

Ciò può avvenire oltre che mediante la più frequente valutazione delle singole transazioni e dell’analisi del profilo di rischio del cliente per verificarne la permanenza in una data classe o determinarne il passaggio ad altra, anche con il coinvolgimento in misura più ampia e con maggior frequenza dell’alta dirigenza.

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