Paradosso: L’accredito dello stipendio del dipendente delle Poste

Poste italiane
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Paradosso: L’accredito dello stipendio del dipendente delle Poste

 

Un dipendente di Poste italiane si è visto rifiutare dalla propria azienda l’accredito dello stipendio su un conto corrente bancario. Poste italiane, infatti, sostiene che il lavoratore, essendo un suo dipendente, può farsi fare l’accredito solo sul conto corrente.

E’ legittima questa posizione?

G.B. – Milano

R I S P O ST A

Premesso che non esiste una norma di legge che disciplini compiutamente la questione, va osservato che se, da un lato, appare logico che Poste italiane, ossia il datore di lavoro, opti per l’accredito della retribuzione su un conto Bancoposta da lui direttamente gestito, dall’altro può capitare (come nel caso in esame) che il lavoratore preferisca un conto corrente da lui aperto presso un’altra banca.

E dunque la soluzione deve essere trovata con il buonsenso e il ricorso ai principi generali, dovendosi quindi ritenere che il dipendente possa scegliere la banca di proprio gradimento, essendo però le spese relative all’accredito dello stipendio a proprio carico (di norma queste consistono nel costo del bonifico, che potrebbe essere totalmente gratuito o “costare” fino ad un paio di euro per operazione).

DAL SOLE 24 ORE DEL 6 AGOSTO 2018

 

 

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