PENSIONE: La reversibilità di chi è divorziato e risposato

Pensione
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PENSIONE: La reversibilità di chi è divorziato e risposato

Sono divorziato e mi sono risposato. Alla mia morte, l’ex moglie potrà chiedere la pensione di reversibilità, avendo sempre regolarmente ricevuto l’assegno divorzile? Anche alla mia seconda moglie toccherà una quota di pensione? Gli importi di tali quote saranno stabilite dal tribunale? Può la mia seconda moglie devolvere la propria quota a favore della mia ex?

  1. S. – TELESE TERME

R I S P O S T A

La pensione di reversibilità spetta, tra i familiari, al coniuge superstite. In particolare, se quest’ultimo risulta separato “consensualmente”, la pensione ai superstiti può essere concessa in ogni caso; se risulta separato “con addebito (per colpa)”, la pensione può essere concessa solo se il richiedente è titolare di un assegno alimentare stabilito dal tribunale; se risulta divorziato, può ottenere la pensione solo nel caso in cui sia titolare di un assegno di divorzio, non sia risposato e vi sia contribuzione, versata a favore del deceduto, prima della sentenza di divorzio.

Nell’ipotesi in cui il deceduto abbia contratto un nuovo matrimonio dopo il divorzio, il compito di ripartire il trattamento di reversibilità tra coniuge superstite e coniuge divorziato compete al tribunale.

L’Inps procede quindi alla ripartizione della prestazione tra gli aventi diritto, che abbiano presentato domanda intesa a ottenere la pensione indiretta o di reversibilità, sulla base di quanto stabilito dal giudice, a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della notifica del provvedimento con cui il tribunale ha attribuito una quota di pensione al coniuge divorziato.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  27  NOVEMBRE  2017

 

 

Articolo suggerito:

Un condominio deve pagare una prestazione professionale occasionale di circa 700 euro, riguardante una consulenza fiscale effettuata da un soggetto pensionato. Pertanto, ha scelto di provvedere al pagamento attraverso il contratto di prestazione occasionale.

Rispettando tutti i limiti prescritti dalla legge, è possibile utilizzare tale modalità di pagamento? Va fatta la ritenuta d’acconto del 20 per cento? Al prestatore va poi rilasciata la certificazione unica? L’emolumento di 700 euro va poi a sommarsi con gli altri redditi del prestatore?

  1. M. – RHO

R I S P O S T A

La prestazione di lavoro autonomo occasionale, ricevuta dal condominio, va assoggettata da parte di quest’ultimo (nella sua veste di sostituto d’imposta) alla ritenuta d’acconto del 20%, in base all’articolo 25 del Dpr 600/73…….

Redditi  di lavoro  autonomo: La prestazione occasionale resa al condominio

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