PEREQUAZIONE: In Puglia il Comune decide su ambiti

Perequazione
Perequazione

PEREQUAZIONE: In Puglia il Comune decide su ambiti

Un Comune può espropriare, con le innovative tecniche di perequazione/compensazione, un ottocentesco edificio rustico (vincolato dal piano territoriale provinciale) che insiste in un parco archeologico e ambientale?

Le stesse metodiche espropriative possono essere applicate sul vicino ettaro e mezzo di un terreno vallivo non agricolo – in quanto la sua vegetazione arbustiva è vincolata dal piano paesaggistico territoriale della regione Puglia, all’articolo 59.3 – ovvero se gli espropri dei rustici in simili aree paesaggistiche devono obbligatoriamente avvenire solo seguendo la tradizionale normativa sugli espropri, ex Dpr 327/2001?

  1. C. – BARLETTA

R I S P O S T A

La perequazione urbanistica è istituto esplicitamente previsto dall’articolo 14 della legge 20/2001 della Regione Puglia e quindi, in via di principio, dovrebbe essere applicabile al caso di specie.

Tuttavia tale normativa di carattere generale non disciplina nello specifico le modalità di attuazione dello strumento perequativo, essendo la relativa regolamentazione demandata alla pianificazione generale ambientale: è quest’ultima che, sulla base di indicazioni operative che dovrebbero provenire dalla Regione, definisce gli ambiti di operatività della perequazione in base alle esigenze di pianificazione territoriale.

Pertanto, sarà necessario valutare, a livello di pianificazione locale, cosa stabiliscono gli strumenti urbanistici vigenti e in particolare se lo strumento perequativo è previsto in relazione alla tipologia di immobili da espropriare.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  23  APRILE  2018

Commenta per primo

Lascia un commento