Prestito garantito da decreto liquidità 23/2020: Non c’è reato se l’utilizzo è diverso!

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Prestito garantiti dallo Stato
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Prestito garantito da decreto liquidità 23/2020: Non c’è reato se l’utilizzo è diverso!

Con l’ordinanza impugnata il Tribunale di Isernia ha rigettato la richiesta di riesame del decreto del 10 dicembre 2020 con il quale il G.i.p. del Tribunale di Isernia ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta – o, in subordine, confronti del solo Carmine Rainone, per equivalente – della somma di euro 20.000,00 rinvenibile nella disponibilità di Carmine Rainone, di Agostina Rainone e della società Brianza s.r.l.

A Carmine Rainone è contestato il reato di cui all’art. 316-bis cod. pen. perché, nella qualità di legale rappresentante della Brianza s.r.I., dopo avere ottenuto, in data 18 giugno 2020, l’erogazione del finanziamento di euro 25.000,00, a titolo di prestito garantito dalla Stato, come previsto dal cd. Decreto Liquidità (d.l. 8 aprile 2020, n. 23, convertito dalla legge 5 giugno 2020, n. 40), avrebbe impiegato tale somma per finalità diverse da quelle cui detto finanziamento era destinato per legge (mantenimento dei livelli occupazionali, evitare il fallimento o la crisi delle imprese a causa della contrazione del fatturato causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19, copertura di spese strettamente funzionali a tali finalità), trasferendo la somma di euro 20.000,00 su conti correnti personali suoi e della figlia, Agostina Rainone, attraverso bonifici disposti in data 29 giugno 2020.

Il G.i.p. ravvisava l’esistenza dei presupposti legittimanti la misura sulla base dei movimenti bancari, registrati a distanza di pochi giorni dall’erogazione del finanziamento da parte dell’istituto bancario BPER, che documentavano il trasferimento della somma di euro 20.000,00 dal conto intestato alla società a quello personale del Rainone, con la causale “prestito infruttifero a socio”, e da questo al conto della figlia.

L’inquisito presenta ricorso per Cassazione, adducendo quattro motivi dettagliatamente indicati nella sentenza medesima, per sostenere la correttezza del proprio operato, ovvero l’annullamento del provvedimento cautelare del sequestro preventivo in discorso.

Morale della sentenza

La sentenza n.22119 del 15 aprile 2021 della Sesta Sezione accoglie il ricorso e boccia senza rinvio il provvedimento impugnato.

Al netto di tutti i dettagli e riferimenti giurisprudenziali contenuti nella pronuncia degli Ermellini ai quali ognuno può attingere, la sentenza dice in sostanza che non ci può essere reato fino a quando viene rispettato il piano di ammortamento, circa la restituzione del prestito garantito dallo Stato.

La vicenda de qua, mi ricorda quel direttore di filiale che voleva inoltrare la Segnalazione di operazione sospetta a fonte di una restituzione anticipazione socio, posta in essere dopo aver ricevuto l’aiuto della banca a garanzia pubblica di cui al decreto liquidità n.23/2020.

In quella occasione, manifestando assoluta contrarietà all’iniziativa, ricordai che restituire delle risorse finanziarie ad un socio, in conseguenza di un finanziamento  ricevuto in precedenza, poteva ritenersi un’attività rientrante nella strumentalità di una impresa e certgmente priva di elementi di sospetto tali da giustificare una iniziativa di tal fatta.

La sentenza in commento, sembra sposare in pieno l’atteggiamento assunto all’epoca!

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