PREVIDENZA : Il cumulo non è valido per il personale militare

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PREVIDENZA : Il cumulo non è valido per il personale militare

Mi sono arruolato in polizia nell’aprile 1985 e nel 2012 ho chiesto all’Inpdap la ricongiunzione per due anni (da aprile 2013 ad aprile 2015) di contributi precedentemente versati all’Inps.

Nel momento in cui mi è arrivata la cartella per il pagamento della ricongiunzione, tuttavia, ho rinunciato per motivi economici, anche perché il mio dipartimento mi aveva assicurato che non avrei perso nulla. Non sapendo della legge vigente 29/79, nel 2015 ho inoltrato una seconda domanda di ricongiunzione, che tuttavia l’ente ha rifiutato. Considerando che compio 52 anni a marzo, la mia uscita “naturale” sarebbe a giugno 2022, ma se riuscissi a riscatta i due anni “esterni” andrei in pensione a dicembre 2021. c’è una soluzione al mio problema o mi devo rassegnare e lavorare fino al 2022?

  1. C. – ROMA

R I S P O S T A

Sulla base delle informazioni contenute nella domanda, si ritiene che il lettore debba continuare il servizio fino alla maturazione dei requisiti pensionistici, previsti per il personale militare, per aver diritto alla pensione anticipata.

Infatti, il personale militare non può usufruire del cumulo, previsto dall’articolo 1, comma 239 e seguenti della legge 228/12 e successive modificazioni, per maturare i requisiti pensionistici previsti per tale personale, che risultano inferiori a quelli previsti per la generalità dei dipendenti pubblici.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  19  FEBBRAIO  2018

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