PUBBLICO IMPIEGO: Stipendi pignorabili a un quinto

Cessione
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PUBBLICO  IMPIEGO: Stipendi pignorabili a un quinto

Sono un dipendente pubblico con una retribuzione di 3mila euro netti al mese, gravata di due cessioni per complessivi mille euro al mese. Da sette anni corrispondo anche un assegno di mantenimento pari a 800 euro mensili alla mia ex moglie, in seguito a una separazione consensuale.

Una banca ha pignorato la mia busta paga  a fronte di un debito di 20mila euro circa e l’ente per cui lavoro ha indicato in 500 euro la quota disponibile della retribuzione (Dpr 180/50). Ho fatto presente al giudice, tramite avvocato, che verso alla mia ex moglie l’assegno di mantenimento da 800 euro sopra citato, ma il giudice non mi è sembrato disposto a considerare questo ulteriore esborso. Quale somma potranno pignorarmi per legge?

  1. R. – SAN GIORGIO A CREMANO

R I S P O S T A

In presenza di una cessione del quinto “perfezionata e debitamente notificata”, si ritiene che si possa pignorare la differenza tra la metà dello stipendio al netto delle ritenute e la quota ceduta, fino ad un quinto dello stipendio.

Infatti, l’articolo 68 del Dpr 180/50, che riguarda l’approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti  delle pubbliche amministrazioni, in merito ai limiti di coesistenza di sequestri o pignoramenti e cessioni di quota di stipendio, pone una salvaguardia agli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti pubblici, stabilendo che nei confronti dei dipendenti pubblici, in presenza di una cessione del quinto “perfezionata e debitamente notificata”, si può pignorare la differenza tra la metà dello stipendio al netto delle ritenute e la quota ceduta, fino ad un quinto dello stipendio.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  15  GENNAIO  2018

 

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