Quanti contanti si possono portare in aereo?

Contante all'estero, limiti
Contante all'estero, limiti
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Quanti contanti si possono portare in aereo?
Fonte: la legge per tutti

L’AUTORE: 

Sabrina Mirabelli

Il trasporto di contanti in Italia e all’estero: i soggetti interessati, i limiti massimi da rispettare, la dichiarazione e le sanzioni. Gli altri limiti al trasporto di alcol, tabacco e opere d’arte.

Alla dogana puoi essere fermato perché hai troppi soldi in contanti? Esistono dei limiti da rispettare? Quando devi dichiarare il denaro che trasporti all’estero? Finalmente, è arrivato il momento di partire! Hai organizzato con cura il tuo viaggio e adesso non ti resta che preparare la valigia ed andare in aeroporto. Il passaporto lo hai già messo da parte, il biglietto lo hai stampato, le prenotazioni degli hotel e dei tour sono insieme alla guida nello zaino. Tuttavia, c’è qualcosa che non hai considerato ed ora una domanda ti sta assillando: quanti contanti si possono portare in aereo? Leggendo questo articolo troverai la risposta. Lo scopo è quello di aiutare tutti coloro che come te si stanno preparando a partire, ma non sono sufficientemente informati sull’argomento. Non tutti i viaggiatori infatti, sono consapevoli che esiste un limite ai soldi/valori che si possono portare a bordo.

La normativa antiriciclaggio e valutaria, così come modificata nel luglio del 2017, ha previsto delle sanzioni penali assai severe per coloro che trasportano denaro contante, assegni o altri valori superando la soglia massima prevista, se non dichiarati. Tutto ciò al fine di rafforzare i controlli contro l’antiterrorismo, il riciclaggio di denaro e la criminalità. Perciò se non vuoi che la tua vacanza venga rovinata, ti conviene prestare attenzione a quanto troverai qui sotto riportato in modo da evitare situazioni spiacevoli.

A chi si applica la normativa antiriciclaggio

Il problema relativo al trasporto di contante all’estero non si pone solo per chi si reca fuori dal nostro Paese in vacanza, bensì anche per coloro che tornano in Italia con del denaro contante o devono portarlo fuori dai nostri confini per motivi personali o lavorativi. Da questo punto di vista, perciò, non esistono differenze sul tipo di viaggiatore tenuto all’osservanza della legge antiriciclaggio. La normativa si applica a prescindere se colui che compie il viaggio è uno studente, un lavoratore, un disoccupato, un pensionato, ecc. In buona sostanza, tutti i viaggiatori sono tenuti ad osservarla al momento della partenza, ma anche in quello dell’arrivo.

Quanti contanti si possono portare in aereo

Ogni viaggiatore ha diritto di trasportare anche somme di denaro contante ingenti, ma se supera il limite di € 10.000 deve effettuare una dichiarazione al fine di prevenire le attività di riciclaggio di denaro sporco, di finanziamento del terrorismo e altre attività illecite. Detto limite si applica sia per i viaggi da e verso Stati membri dell’Unione Europea sia per viaggi da e verso Paesi extraeuropei.

Cosa deve intendersi per denaro contante

Quando si parla di denaro contante non si intendono solo le banconote e le monete metalliche, ma ogni tipo di strumento di pagamento e quindi, anche gli assegni al portatore, i traveller’s cheques, i titoli al portatore di vario tipo nonché gli strumenti incompleti come ad esempio un assegno firmato, ma mancante del nome del beneficiario. Vanno considerati inoltre, gli oggetti preziosi come oro, pietre e metalli pregiati e le carte ricaricabili anonime.

Come dichiarare i contanti che si trasportano all’estero

Per dichiarare alla dogana i contanti che trasporta all’estero, il viaggiatore deve compilare un apposito modulo, che può richiedere presso gli uffici doganali o può scaricare dal sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli cliccando qui.

A chi e quando va consegnato il modulo

Posto che la dichiarazione è obbligatoria per importi pari o superiori alla soglia dei € 10.000, il viaggiatore una volta compilato il modulo deve consegnarlo agli uffici doganali al momento dell’entrata o dell’uscita dal territorio italiano. Inoltre, deve consegnarlo nei passaggi di frontiera da e verso Paesi dell’UE o extra UE.

La dogana di transito compila la parte di sua competenza e controfirma il modulo. Una copia viene trattenuta dall’ufficio doganale e l’altra copia la riceve il viaggiatore.

In alternativa, è possibile inviare telematicamente il modulo prima di attraversare la frontiera. In questo caso il viaggiatore deve portarne con sé una copia ed il numero di registrazione attribuito dal sistema telematico.

Come si compila il modulo

Il modulo va compilato in ogni sua parte riportando le generalità complete del dichiarante e deve essere da questi sottoscritto. Inoltre, devono essere elencati i valori oggetto di trasferimento, separatamente per tipologie (ad esempio contanti, assegni, titoli al portatore, ecc.).

Il modulo deve, inoltre, contenere non solo l’indicazione della provenienza del denaro, ma anche quella della persona alla quale è destinato e l’utilizzo previsto.

Se si attraversano più dogane occorre presentare il modulo presso ciascuna di queste, la quale rilascerà un’apposita ricevuta sia in entrata sia in uscita.

Se il trasferimento di denaro avviene mediante plico postale o equivalente, il modulo va presentato all’ufficio postale o al fornitore del servizio postale all’atto della spedizione ovvero nelle 48 ore successive al ricevimento. Nel computo dei termini non si tiene conto dei giorni festivi.

Quali le sanzioni in caso di violazione della legge valutaria

Nell’ipotesi di mancato rispetto delle legge valutaria, colui che non denuncia i contanti/valori che trasporta da e per l’Italia è punito con l’applicazione del sequestro amministrativo fino al 40% dell’importo eccedente il limite fissato. E’ prevista anche l’applicazione di una sanzione amministrativa fino al 40% del valore eccedente la soglia, con un minimo di € 300.

Tuttavia, il trasgressore può pagare immediatamente presso l’ufficio doganale un’ammenda pari al 5%, dell’importo eccedente il limite fissato, con un minimo di € 200. Ciò gli consentirà di evitare il sequestro sempreché l’importo eccedente non superi i € 250.000 e non abbia commesso un’uguale violazione nei 365 giorni precedenti.

Il pagamento della sanzione in misura ridotta può essere anche effettuato entro 10 giornidalla violazione mediante esecuzione del pagamento nella misura dovuta, a favore del Ministero dell’economia e delle finanze.

L’importo sequestrato nell’eventuale misura eccedente le sanzioni applicate dal ministero dell’Economia e Finanze, potrà essere restituito agli aventi diritto che ne abbiano fatto richiesta entro 5 anni dalla data di sequestro.

Va ricordato che nelle ipotesi sopra elencate non scatta in automatico un reato e non si è sottoposti a un procedimento penale ma più semplicemente si applica una sanzione amministrativa. Le autorità doganali possono in ogni caso presentare una denuncia per riciclaggio contro il trasgressore.

Per maggiori approfondimenti sull’argomento può tornare utile leggere la Carta doganale del viaggiatore, redatta a cura dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Vediamo ora le altre disposizioni dettate in materia di importazione e esportazione di beni da e per Paesi dell’Unione Europea ed extraeuropei.

Limiti all’interno dell’Unione Europea

Ai privati cittadini non si applicano limiti quantitativi per ciò che si acquista o si porta con sé all’interno dell’UE per uso personale. Le imposte (Iva e accise) sono già incluse nel prezzo del prodotto del Paese in cui si è acquistato e quindi, in entrata, non si deve pagare altro.

Le autorità doganali all’arrivo possono comunque effettuare dei controlli al fine di determinare se i prodotti sono stati acquistati per uso personale. Possono quindi, verificare se il viaggiatore possiede o lavora in un’attività commerciale oltre a considerare il modo in cui i prodotti sono imballati e trasportati.

Tuttavia, per alcune categorie di prodotti sono fissate delle soglie quantitative massime.

Nello specifico si tratta di prodotti quali:

  • il tabacco, il cui limite massimo è di 800 sigarette o di 400 sigaretti (sigari di peso massimo di 3 grammi al pezzo), oppure di 200 sigari o di 1 kg di tabacco da fumo;
  • le bevande alcoliche, in ordine alle quali il limite massimo è di 10 litri per i superalcolici, cioè per le bevande con gradazione superiore a 22%, di 20 litri per le bevande alcoliche con gradazione inferiore a 22%, di 90 litri per il vino (di cui 60 litri, al massimo, di spumante) e di 110 litri per la birra.

Se le autorità doganali dovessero avere dei dubbi che i prodotti trasportati non sono per uso personale bensì per essere rivenduti, possono chiedere di dimostrare il contrario, presentando una prova contraria. In mancanza possono esigere che vengano pagati i dazi o possono confiscare la merce.

Limiti previsti per i viaggi da e per Paesi extracomunitari

A partire dal 1° dicembre 2008 i viaggiatori comunitari provenienti da Paesi che non fanno parte dell’UE possono portare con sé nel bagaglio personale ed in esenzione dei diritti doganali, acquisti fino ad un valore di € 300 per viaggiatore. Tale importo è pari a € 430 nel caso di viaggiatori aerei e via mare. Si deve in ogni caso trattare di importazioni prive di carattere commerciale.

Anche in questa ipotesi ci sono dei limiti quantitativi da rispettare:

  • per il tabacco, il limite è di 200 sigarette oppure di 100 sigaretti o di 50 sigari o anche di 250 gr. di tabacco da fumare;
  • per l’alcol, il limite è di 1 litro di alcol o bevande alcoliche con titolo alcolometrico volumico superiore a 22% o alcol etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico pari o superiore all’80% oppure 2 litri di alcol e bevande alcoliche con titolo alcolometrico volumico non superiore a 22%. Per le altre bevande alcoliche, il limite previsto è di 4 litri di vino e di 16 litri di birra.

Quali i limiti all’esportazione

Per l’esportazione non è previsto alcun limite di valore in relazione agli acquisti.

Disposizioni limitative possono comunque essere previste dal Paese di destinazione. Pertanto, è consigliabile rivolgersi alle relative ambasciate prima della partenza.

Relativamente poi, all’esportazione di animali, specie protette, armi, beni culturali e medicinali è opportuno consultare la Carta doganale del viaggiatore.

Limiti all’esportazione di opere d’arte

Nel momento in cui si acquista un’opera d’arte, si ha diritto a ricevere dal venditore la documentazione che ne attesti l’autenticità o quanto meno la possibile attribuzione e la provenienza.

A tal proposito occorre distinguere due ipotesi:

  • per le opere che hanno meno di 50 anni o di artista vivente, il viaggiatore deve presentare all’ufficio esportazione un’autocertificazione che attesti l’uno o l’altra circostanza, corredata da due foto del bene e dalla fotocopia del documento di identità del dichiarante;
  • per le opere con più di 50 anni il viaggiatore deve presentare l’opera acquistata in Italia presso l’ufficio esportazione per il rilascio dell’attestato di libera circolazione, qualora non vi abbia già provveduto il venditore. Il tempo di rilascio dell’attestato può variare dai 15 ai 40 giorni.

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