Riciclaggio: Fondamentale l’esistenza di un reato presupposto!

Reato presupposto
Reato presupposto

Riciclaggio: Fondamentale l’esistenza di un reato presupposto!

Insomma, per farla breve, il lavoro della Cassazione viene dopo mentre le attenzioni del soggetto obbligato – in primis banche o professionisti – viene prima, molto prima!

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La sentenza della 6° Sezione penale della Cassazione n.19849 del 4 maggio 2021, nell’accogliere il ricorso di un inquisito chiamato a rispondere del reato di riciclaggio contestatogli in un capo di impurtazione, per avere compiuto una serie di operazioni di trasferimento della somma di 613.833,37 euro, già custoditi dai coniugi R.R.M. e A.F. su due conti correnti di una banca svizzera, spostata su un conto corrente di una banca sanmarinese intestato ad una società inglese da lui (Di Stasi) amministrata, e poi ancora su un altro conto dello stesso istituto di credito sanmarinese intestato ai suoi clienti Melani e Fondi, allo scopo di ostacolare la provenienza di tale denaro dal reato fiscale di cui all’art. 4 d.lgs. n. 74 del 2000, commesso dal M…. con la presentazione della dichiarazione dei redditi infedele del 2003.

Nel decidere in sede di rinvio dall’annullamento pronunciato da altra sezione di questa Corte di cassazione — che aveva evidenziato come non fosse stata raggiunta la prova della sussistenza del delitto presupposto del riciclaggio, e cioè del reato previsto dall’art. 4 d.lgs. n. 74 del 2000, dovendo essere dimostrata l’omessa dichiarazione dei redditi e l’evasione dell’imposta relativamente all’anno in contestazione: ciò anche “a fronte delle dichiarazioni di M…. secondo le quali le somme erano detenute in Svizzera da oltre venti anni” – la Corte di appello di Firenze ha ritenuto che la prova della esistenza di quel reato presupposto fosse stata fornita dalla documentazione contabile acquisita, che aveva permesso di accertare che nel 2003 il M…. disponeva di quella ingente somma su conti correnti bancari svizzeri e che lo stesso aveva omesso di indicare nella propria dichiarazione dei redditi del 2003 quell’importo, non avendo egli compilato il quadro RW della dichiarazione dei redditi riservato ai redditi prodotti all’estero: reddito sul quale avrebbe dovuto pagare le imposte in Italia, perché relativo ad una somma mai sottoposta a tassazione negli anni precedenti che, perciò, doveva considerarsi integralmente tassabile nell’anno in cui ne era stata accertata l’esistenza.

Tutti gli approfondimenti potranno essere fatti leggendo il contenuto testuale della sentenza cui faccio rimando.

Pratica operativa “Soggetti obbligati”

La morale ovvero la condotta dei soggetti obbligati nella lettura delle transazioni registrate sui conti correnti da parte della clientela, soprattutto con riferimento ai titolari di attività economiche, non cambia in alcun modo.

In pratica, ci si deve soffermare nella verifica e riscontro, già con l’avvio della relazione o rapporto continuativo, circa la effettiva esistenza della struttura logistica ed imprenditoriale dell’attività economica in relazione all’oggetto sociale dichiarato, in termini di mezzi, infrastrutture, personale dipendente etc.

Fatto questo, bisogna avere contezza di una “coerenza oggettiva” della movimentazione registrata sui rapporti. Pensiamo ad un supermercato o ad un distributore di carburanti che, oggettivamente, registrano una consistente movimentazione di denaro contante “in avere”.

Nel contempo, sugli stessi rapporti, bisogna riscontrare “in dare”, una movimentazione interamente tracciabile fatta di bonifici in uscita a favore di aziende strumentali all’esercizio della dichiarata attività economica che per il supermercato saranno corrispondenti a grandi compagnie produttrici o del settore petrolifero per il distributore – Risultati della ricerca per “coerenza” (giovannifalcone.it)

Analogamente, un ulteriore alert deve essere individuato nella gestione dei rapporti avuto riguardo tanto all’annotazione di costi che all’utilizzo di conti extracontabili per la gestione di risorse finanziarie non fatturate, ai fini del riciclaggio da evasione fiscale – Evasione fiscale (giovannifalcone.it) .

Insomma, per farla breve, il lavoro della Cassazione viene dopo mentre le attenzioni del soggetto obbligato – in primis banche o professionisti – viene prima, molto prima!

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