RUMOURS: SI VA DRITTI VERSO LA PROCEDURA D’INFRAZIONE

UE, procedura infrazione
UE, procedura infrazione
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RUMOURS: SI VA DRITTI VERSO LA PROCEDURA D’INFRAZIONE

Secondo alcune malelingue provenienti da Bruxelles, soprattutto dopo la grande perfomance del nostro Premier con la conferenza stampa tenuta ieri, riguardante l’ultimatum agli azionisti di Governo, la procedura d’infrazione sarebbe ormai inevitabile.
In questi casi, con la voragine del debito pubblico in ascesa e un deficit inarrestabile, quanto meno si parla meglio è, bisogna agire e farlo in fretta per invertire il trend negativo denunciato da tutti gli indicatori economici.
Se i rumors circolati nella giornata di ieri fossero confermati, la questione verrebbe passata al Comitato finanziario ed economico dei 28 Paesi dell’Unione Europea, per la riunione Ecofin fissata per la metà del corrente mese.
L’eventuale via libera imporrebbe al Consiglio di formalizzare la procedura di infrazione per violazione delle regole sul debito e deficit eccessivo.
In questi giorni, intanto, è prevista qualche preliminare osservazione alla lettera del nostro Ministro delle Finanze, Giovanni Tria, da parte dell’ufficio economico di Bruxelles per poi dare corso alla procedura d’infrazione.
Un po’ di melina da ambo le parti potrebbe servire per schiarirsi le idee e per cercare di riprendere la strada del dialogo, come si è fatto in occasione dell’approvazione della legge di bilancio di dicembre scorso.
Regole europee
Il Presidente Conte, nel corso della conferenza stampa ha fra l’altro affermato che le regole europee, fin quando esistono, vanno rispettate. Questo lo ha detto rivolto agli italiani, sperando che questo monito lo abbiano ascoltato anche gli azionisti di Governo – Giggino & Matteo – che sembrano viaggiare per conto loro noncuranti del deragliamento in corso del treno Italia.
Insomma, stante alle chiacchiere in circolazione le nubi si addensano, i problemi non si affrontano e lo spread si prepara a superare la fatidica soglia dei 300, nel mentre la Grecia si avvicina sempre di più.
Che fare?
Con l’Italia divisa in tre ed un sistema elettorale sostanzialmente proporzionale servono alleanze, senza le quali non sembra scorgersi un’alternativa di Governo praticabile alla ricerca di un rinnovato bipolarismo in grado di assicurare la governabilità del Paese.
Personalmente auspico la presenza di una nuova offerta politica, di centro, europeista, liberale e riformatrice che riprenda il percorso interrotto il 4 dicembre 2016.
Staremo a vedere!

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