Signori professionisti, vi scrivo!

Formazione antiriciclaggio - Anno2021
Formazione antiriciclaggio - Anno 2021

Signori professionisti, vi scrivo!

– Legali & contabili –

 

Dopo aver letto le Linee guida diramate dal Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili, ho voluto fare qualche esempio pratico di concreta applicazione nella quotidiana realtà operativa dei professionisti contabili che, insieme alle banche, si trovano ad interpretare la vigente disciplina antiriciclaggio – Commercialisti: Linee guida e schede di autovalutazione dello studio! (giovannifalcone.it)

Professionisti contabili

Nella segreta speranza di non apparire presuntuoso, per spiegare l’insufficienza di tali linee, almeno dal mio punto di vista, ho riparlato del caso di un personaggio saltato alla cronaca giudiziaria qualche anno addietro – Signor Natale Sartori – meglio conosciuto con l’appellativo guadagnato sul campo come il “Re delle cooperative”.

Quando venne arrestato dalla Guardia di finanza nel milanese, unitamente alla moglie, due figlie, il commercialista e lo stesso avvocato, ne aveva costituite sette di Cooperative, tutte aventi lo stesso oggetto sociale: Servizi vari alle imprese – trasporto, pulizia e facchinaggio. In pratica, delle vere cartiere, utilizzate per emettere false fatture di servizi fittizi nei confronti di grandi catene commerciali dell’alimentazione – Conad ed Esselunga – che, grazie a tali fatture, hanno avuto la possibilità di abbattere l’imponibile e quindi il carico tributario, ottenendo alla fine della giostra un significativo beneficio economico – L’antiriciclaggio nelle Linee guida dei commercialisti: Facciamo una prova sul campo! (giovannifalcone.it)

Con l’esempio fatto e che ho citato, di cui parlo nell’articolo, ha tentato di dimostrare che, se all’epoca della “nascita delle cooperative – cartiereavessimo avuto queste Linee guida, l’espediente utilizzato dal Natale, peraltro diffusissimo nelle frodi fiscali di cui la quotidiana cronaca giudiziaria ci ricorda, non sarebbe servito a nulla.

In pratica, è stata una prova del nove del malaffare!

Professioni legali

Per le professioni legali e questa volta mi riferisco agli avvocati che, sovente, si trovano nella condizione di difendere degli sventurati, con accuse surreali, campate per aria – per usare un eufemismo – che ahimè, fanno fatica a dimostrarlo e quindi a difenderli onde vanificare l’intento accusatorio che faremmo meglio a definire “persecutorio”.

Anche qui, per non raccontare chiacchiere, vi voglio parlare di un episodio concreto, saltato agli onori della cronaca qualche anno addietro, attraverso la pubblicazione di una Sentenza di Cassazione in data 30 ottobre 2017, per una Via Crucis iniziata per il povero sventurato di turno, nell’aprile del 2000 – L’ANTIRICICLAGGIO: Come si condanna un innocente! (giovannifalcone.it) .

Le riflessioni che feci allora con diversi articoli e che voglio ricordare oggi, le ho desunte dalla sola lettura delle 26 pagine di alta giurisprudenza di legittimità che, al termine del lungo calvario giudiziario -prima Al Mef, poi al Tribunale, a seguire alla Corte di Appello per finire in Cassazione per arrivare alla condanna di un innocente al pagamento di una sanzione amministrativa di circa 500 mila euro.

Per come è stata costruita la vicenda nelle varie fasi, ben si comprende che è stato condannato un “innocente inconsapevole”.

Per quanto abbia tentato di ricostruire i fatti nei diversi articoli – Antiriciclaggio: innocente condannato a pagare 500 mila euro! (giovannifalcone.it) -, in questa sede, rivolgendomi direttamente alla categoria degli avvocati, vorrei solo ricordare che, se di riciclaggio dobbiamo parlare e quindi di potenziale sospetto da riferire, dobbiamo incentrare le nostre attenzioni, i nostri alert, le nostre verifiche, soprattutto e in primo luogo quando la provvista arriva sui conti – soprattutto quando trattasi di conti aziendali che, per definizione, presuppongono la iscrizione camerale, esistenza di una partita Iva, tenuta di una contabilità, un libro giornale, registro delle fatture emesse/ricevute.

Infatti, è quando arriva la provvista sul conto che il soggetto obbligato – sia la banca o il soggetto obbligato in genere – che, pensando al suo cliente, deve chiedersi: Ma questo Ciccillo Cacace ha la potenzialità economica per sviluppare queste movimentazioni?

Nel caso nostro, ovviamente, non si parlava di arrivo ma di prelievi, effettuati dallo sventurato amministratore per fare solo ed esclusivamente il suo lavoro1.

Queste circostanze non sono state adeguatamente rappresentate ed i giudici hanno fatto il resto: disastro su tutta la linea!

 

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1  Non sono un avvocato e nei due casi in cui mi sono trovato a collaborare con Studi legali per accuse surreali contro Direttori di filiali ho vinto con soddisfazione. La stessa soddisfazione l’ho trovata per una decina di “difese amministrative” davanti al Mef per contestazioni fatte dalla Guardia di finanza.

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