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Sos & Politica: l’antiriciclaggio del terzo millennio!

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Sos & Politica: l’antiriciclaggio del terzo millennio!

 

L’altro giorno, con particolare disagio e rammarico, ho espresso pubbliche riserve sulla facilità  con cui certe informazioni, diventano di dominio pubblico.

Parlo della “Riservatezza” di cui dovrebbe essere circondata l’attività di un soggetto obbligato in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco – in primis banche e professionisti – avuto riguardo alla Segnalazione di operazione sospetta – ex artt.38 e 39 del D.lgs 231/07 – https://www.giovannifalcone.it/sos-riservatezza-un-registro-aperto-a-tutti/.

Ho ricordato tre episodi accaduti nel recente periodo, tutti scaturiti da Sos inoltrate da banche o professionisti ed aventi un tratto comune: hanno interessato personaggi politici del panorama nazionale (ex Sottosegretario Armando Siri, riguardante una operazione immobiliare di dubbia legittimità; il compagno di  Rocco Casalino, portavoce del Premier Conte, coinvolto in numerose operazioni di trading online investendo una disponibilità non coerente al profilo economico soggettivo; Attilio Fontana, attuale Governatore della Regione Lombardia, riguardante la disposizione di un bonifico su un conto svizzero legittimamente detenuto).

Trattasi di episodi che, al contrario, se avessero interessato personaggi comuni od estranei alla politica non avrebbero avuto alcuna risonanza sui mezzi di informazione.

Auspico un intervento di qualche addetto ai lavori, di quelli che pensano, che studiano, di quelli che stanno a Roma, anche con l’apporto di quelli che decidono le sanzioni lunari quando si tratta di sanzionare condotte ritenute irregolari. 

Sos Attilio Fontana

Se è vero che la Sos non è una denuncia penale, è altresì vero che la stessa deve avere una causale chiara, in grado di descrivere un sospetto di malaffare sia pure potenziale.

La segnalazione di operazione sospetta da parte di un soggetto obbligato, deve basarsi su un ragionevole sospetto circa una operazione compiuta o tentata di riciclaggio di denaro sporco o di finanziamento del terrorismo ex art.35 D.lgs 231/07.

Sulla definizione di riciclaggio, tanto del codice penale – ex art.648bis – o dell’art.2 dello stesso decreto 231/07, bisogna focalizzare un’area di illegalità da cui possa provenire il bene o la risorsa finanziaria oggetto della transazione che si intende segnalare.

Nel caso nostro, a ben guardare, sia pure limitandomi a leggere il fatto dalla cronaca quotidiana, faccio fatica a comprendere le ragioni del sospetto in grado di giustificare una Sos in presenza di un bonifico ordinato dal Governatore, addirittura bloccato.

Più precisamente, stiamo parlando di una operazione assolutamente trasparente, disposta su un conto detenuto legittimamente in Svizzera emerso nel 2015 con la Voluntary disclusure (collaborazione volontaria), sulle cui disponibilità (circa 5 milioni di euro), allocati su un trust costituito in paradisi fiscali (Isole Bahamas), furono corrisposte delle somme di natura fiscale e tributaria in ossequio alla legge dell’epoca.

Insomma, salvo pensare di fare un’azione politica cui un intermediario deve sottrarsi per definizione oltre che per senso di opportunità, personalmente una Sos non l’avrei assolutamente fatta.

Forse è questo l’antiriciclaggio del terzo millennio?

Mi sfugge qualcosa?

C’è qualche solone in grado di rispondermi?

 

giovannifalcone

GIOVANNI FALCONE
CONSULENTE D’IMPRESA
"ESPERTO ANTIRICICLAGGIO”

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